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Pubblicato il: lun 05 Nov 2018
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Filippo Timi torna a teatro con Un cuore di vetro in inverno

Filippo Timi Un cuore di vetro in inverno_ pic_Noemi Ardesi 05Filippo Timi torna a teatro con Un cuore di vetro in inverno, in scena al Teatro Franco Parenti fino all’11 novembre

Dopo aver portato sul grande schermo uno dei suoi spettacoli teatrali più iconici, Favola, Filippo Timi è ternoto a calcare il palcoscenico con un’opera nuova di zecca:Un cuore di vetro in inverno, la storia di un cavaliere umbro che parte per affrontar un drago, costretto a lasciare il proprio amore ad attenderlo mentre è in battaglia.


“Di una cosa – afferma Timi – oggi sono certo, che le paure ti corazzano, ma insieme sbarrano la strada. Però, so che è fondamentale affrontare il drago inesistente per tornare vittorioso all’amore sinceramente”.

Raccontato per stazioni, come in una sorta di Via Crucis o di sacra rappresentazione, lo spettacolo, semplice e giullaresco a guisa di rappresentazione medievale, è anche in parte un omaggio a un certo cinema di Pasolini e alle sue atmosfere (La Ricotta, I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una notte).

Scritto nel personale e inconfondibile stile che contraddistingue tutta l’opera di Filippo Timi, Un cuore di vetro in inverno è uno spettacolo suggestivo. Con lui sul palco anche Marina Rocco, Elena Lietti, Andrea Soffiantini, Michele Capuano.

Andrée Ruth Shammah spiegava così la genesi di Un cuore di vetro in inverno in occasione delle prove aperte al Teatro Niccolini nel marzo scorso: “Quando ho chiesto a Filippo di fare una serie di serate intorno a delle parole chiave (per esempio la paura, il sogno) lui è arrivato un pomeriggio, si è seduto nel mio ufficio e mi ha letto quello che aveva scritto. È stata un’ora di grande intensità. Non si poteva non cercare di fare di tutto per fargli mettere in scena quelle parole. Abbiamo chiesto aiuto alla Fondazione Teatro della Toscana, che ha sempre ospitato e co-prodotto i nostri spettacoli di Filippo. Ora non ci resta che fare il possibile, creando le migliori condizioni artistiche e produttive per accompagnare la nascita di questo nuovo lavoro”.

Filippo Timi Un cuore di vetro in inverno_ pic_Noemi Ardesi 05Siamo nel ‘600, anno più, anno meno. Un cavaliere errante va a combattere contro il drago delle sue paure, lasciando il suo amore ad aspettarlo al ritorno, nella convinzione e con l’obiettivo di ritornarvi vittorioso, proprio come in un romanzo cortese, ma di costume, in grado di stupire, far sorridere e riflettere il pubblico. Uno scudiero e un menestrello, una prostituta e un angelo custode, costituiscono la piccola corte che il cavaliere porta con sé, che fa da contorno alla sua figura, in un carosello che ha del tragicomico. Sono personaggi che si definiscono e prendono forma in quello che fanno e nel loro star dietro al cavaliere.

Il titolo è nato così perché vediamo il personaggio principale, un cavaliere umbro del Seicento, che va ad affrontare un drago: nello spettacolo assistiamo proprio a un momento specifico in cui questo cavaliere si denuda di tutto e rimane in mutande, sotto la neve, sentendosi solo. A un certo punto lui dice, a proposito di se stesso: “Eccola, la mia anima, un albero isolato dal mondo, un albero in cima un dirupo”, e queste parole riassumono la visione dell’essere umano che si ritrova a combattere la propria guerra. L’individuo è necessariamente solo con se stesso: partendo da quest’idea, il titolo riporta ad un’idea di fragilità, al fatto di essere sprofondati in un mondo d’inverno e di essere, appunto, “un cuore di vetro in inverno”, ovvero un cuore trasparente e fragile. Alla fine, il cavaliere sconfigge il drago, nel senso che si trasforma in un uomo. Accetta il suo lato umano, accetta la propria fragilità. Lui capisce che, per sopravvivere e vivere, ha bisogno degli altri. E accoglie la propria umanità”. Filippo Timi

Dal 30 ottobre all’11 novembre 2018
Teatro Franco Parenti
UN CUORE DI VETRO IN INVERNO
uno spettacolo di e con Filippo Timi

e con Marina Rocco, Elena Lietti, Andrea Soffiantini, Michele Capuano
produzione Teatro Franco Parenti/ Fondazione Teatro della Toscana

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