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Pubblicato il: mer 10 Ott 2018
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Van Gogh e la scoperta dei colori. Un dipinto da 40 milioni $ in asta da Christie’s

Un van Gogh del 1887 all’asta per la prima volta l’11 novembre da Christie’s. Stima oltre 40 milioni di dollari

“Coin de jardin avec papillons” ha una lunga storia espositiva. In questo momento si trova in Giappone, a Tokyo dove è tornato grazie a Christie’s per due giorni dopo essere stato in tour per la mostra itinerante ‘Van Gogh e il Giappone’ che ha viaggiato tra il 2017 e il 2018 tra il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Museo di Arte Moderna di Hokkaido a Sapporo, il Tokyo Metropolitan Art Museum e The National Museum di Modern Art a Kyoto.

David Kleiweg de Zwaan di Christie’s ha osservato: «I due anni che van Gogh ha trascorso a Parigi, dal marzo 1886 al febbraio 1888, rappresentano un periodo cruciale della sua carriera, durante il quale ha assimilato una miriade di diverse correnti artistiche e forgiato uno stile profondamente personale. Con la sua gamma di influenze creative, dal Puntinismo alle stampe giapponesi, questo dipinto esemplifica appieno il momento sperimentale di quell’epoca. “Coin de jardin avec papillons” è un esempio chiave dello stile innovativo e radicale di van Gogh»

“Ad Anversa non sapevo nemmeno cosa fossero gli impressionisti”, scrisse a un amico. “Ora li ho visti e sebbene non faccia parte del movimento, ho ammirato alcune opere impressioniste”.

“Coin de jardin avec papillons”  arriva in momento in cui il pittore olandese scopre i colori, la brillantezza della luce e inizia a utilizzare colori diversi da quelli terrosi che usava fino a prima del viaggio a Parigi. Eseguito tra maggio e giugno 1887, segna proprio questa svolta cruciale nella carriera dell’artista.

Dipinto in un momento in cui gli esperimenti in fotografia spingevano i confini delle convenzioni pittoriche, raffigura in primo piano proprio la natura, segnando un profondo allontanamento dal paesaggio tradizionale. Al  centro, sei farfalle volano tra il fogliame. E’ stato dipinto ad Asnières, un piccolo sobborgo di Parigi sulle rive della Senna, che a metà del 1800 era diventata una meta classica per le gite fuori porta. Proprio qui van Gogh ha conosciuto molti impressionisti, come Emile Bernard e Paul Signac, che lo hanno spinto ad adottare alcune delle loro tecniche sperimentali, in particolare il puntinismo.

 

www.christies.com

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  1. Antonio DeRobertis ha detto:

    RIMASTO INVENDUTO “COIN DE JARDIN” DI VAN GOGH ALL’ASTA DI CHRISTIE’S DI IERI A NEW YORK.
    Lo studioso italiano Antonio De Robertis afferma che la motivazione del flop del quadro ha una spiegazione molto semplice.Il dipinto nelle 3 catalogazioni ufficiali del 1928,1939 e 1970 a cura di Jacob Baart de la Faille è indicato con una diversa provenienza rispetto a quella indicata dalla Christie’s e il periodo di esecuzione spostato alla primavera del 1889 ad Arles e non a Parigi nel maggio/luglio 1887.Il dipinto non è mai appartenuto alla famiglia Van Gogh ,come risulta dal libro delle vendite della vedova di Theo e il figlio ingegner Vincent Willem Van Gogh non ha più venduto quadri dello zio dopo la morte della madre,avvenuta nel 1925.La Christie’s al contrario afferma che l’ingegner Van Gogh lo avrebbe ceduto dopo il 1925 alla galleria Eugéne Druet(morto nel 1916),la cui attività fu proseguita dalla moglie fino al 1938.Sempre secondo la Christie’s il quadro sarebbe stato venduto poi al letterato parigino Josef Reinach.Ma qui c’è un’altra grave incongruenza,perchè questo signore risulta morto nel 1921.Questi errori ed omissioni possono aver influenzato i potenziali acquirenti,oltre al fatto che la galleria Druet ,già all’inizio del ‘900,non godeva di una buona reputazione,avendo avuto contatti di affari con i fratelli Amedèe e Claude Emile Schuffenecker,noti per aver immesso nel mercato e commercializzato più di 30 falsi. La cosa strana è che nonostante tutti questi dubbi,il quadro prima dell’asta ha partecipato alla mostra itinerante VAN GOGH AND THE JAPAN,patrocinata dal museo Van Gogh con l’appoggio di musei giapponesi.

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