Meeting Art
Pubblicato il: ven 14 Set 2018

Della morte e del morire. Performance, installazioni, mostre: al via la stagione dello Scompiglio

Alejandro Gómez de Tuddo, Columbarium, Centro Nacional de las Artes, Mexico City

Alejandro Gómez de Tuddo, Columbarium, Centro Nacional de las Artes, Mexico City

Il progetto creativo ideato e diretto in Toscana dalla regista e artista Cecilia Bertoni avvia la stagione con tre installazioni del collettivo artistico Gli Impresari, dell’artista trentino Fogarolli e del messicano Gómez de Tuddo

È una tenuta che sta alle porte di Lucca, sulle colline di Vorno. Una realtà in cui le attività legate alle arti visive e performatiche negli spazi interni ed esterni sono in costante dialogo con la terra, con il bosco, con la fauna, con gli elementi architettonici. È qui che dal 2007 è attivo il Progetto Dello Scompiglio, ideato e diretto dalla regista e artista Cecilia Bertoni, che crea, produce e ospita spettacoli, concerti, mostre, installazioni, realizza residenze di artisti, laboratori, corsi e workshop. Ora lo Scompiglio lancia la sua programmazione per questo ultimo lembo di 2018, un fitto cartellone di eventi incentrato sul tema “Della morte e del morire”, sull’individualità in relazione alla morte e più specificamente alle sue tre dimensioni. La dimensione socio-politica (l’eutanasia, l’aborto, il suicidio, la pena di morte o le morti accidentali come conseguenza di conflitti o disastri naturali), la dimensione ideologica (l’ateismo, l’agnosticismo e i credi religiosi, esoterici e mistici sulle possibilità di vita dopo la morte) e la dimensione celebrativa (gli aspetti relativi ai diversi rituali funerari e all’elaborazione del lutto). “La morte – sottolinea Cecilia Bertoni – è, prevalentemente, l’unica certezza che abbiamo e, contemporaneamente e paradossalmente, il centro nevralgico dell’incertezza, dell’ignoto e della paura. L’arte tenta di rappresentare o immaginare l’ignoto dandogli forma e, allo stesso tempo, cerca di superare, attraverso la sperimentazione, l’interdizione sociale della morte stessa che rappresenta uno dei temi più ineludibili ma taciuti del nostro tempo”.

Gli Impresari, Il Lanternista, 2018

Gli Impresari, Il Lanternista, 2018

La prima giornata di attività va in scena sabato 15 settembre, dalle ore 11 alle ore 17, con l’inaugurazione di tre installazioni: “Il lanternista”, del collettivo artistico Gli Impresari (Edoardo Aruta, Marco Di Giuseppe e Rosario Sorbello), “Krajany”, un progetto dell’artista trentino Christian Fogarolli, “Columbarium”, installazione dell’artista messicano Alejandro Gómez de Tuddo. La prima “riguarda un dispositivo che viene comunemente considerato l’antenato del cinema, dal momento che è uno dei primi strumenti che ha permesso la proiezione di immagini in movimento: la lanterna magica. Il soggetto iconografico del ‘Trionfo della Morte’, affresco staccato conservato nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis a Palermo, diventa il punto di partenza per una performance corale con il coinvolgimento, durante il giorno dell’inaugurazione, alle ore 12.00 e alle ore 15.30, del batterista Francesco Cusa”. Il progetto di Fogarolli prende in oggetto l’ospedale psichiatrico di Bohnice a Praga e l’annessa zona cimiteriale in cui venivano sepolte le persone decedute nella struttura, atmosfera che torna nell’installazione dell’artista messicano, composta da una serie di ritratti funerari e suoni registrati in diversi cimiteri del mondo. Alle 17 il programma si conclude con “Il Bosco delle Passioni”, concerto itinerante – un progetto di Guido Barbieri e Pamela Lucciarini – nei luoghi Dello Scompiglio ispirato alla Teoria degli affetti di Cartesio che vede impegnati i solisti di Recitarcantando Ensemble e il flauto di Gianni Trovalusci.

Christian Fogarolli, Krajany, still da video FULL HD, color, sound. PAL 16:9 stereo, 5.44 min, ed. 2 + PA

Christian Fogarolli, Krajany, still da video FULL HD, color, sound. PAL 16:9 stereo, 5.44 min, ed. 2 + PA

www.delloscompiglio.org

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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