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Pubblicato il: gio 21 Giu 2018
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Una maiolica invetriata la prima opera pittorica di Leonardo da Vinci?

Foto prima opera di Leonardo da Vinci raffigurante l'Arcangelo Gabriele dipinto su una quadrella

Il Professor Solari ha presentato a Roma quella che lui definisce senza dubbio la prima opera pittorica di un giovanissimo Leonardo da Vinci (con un rebus da decifrare) e che potrebbe addirittura essere un autoritratto del genio toscano.

Potrebbe essere il primo soggetto dipinto da Leonardo da Vinci, forse anche un autoritratto dello stesso genio toscano: un Arcangelo Gabriele raffigurato su una maiolica invetriata. Una scoperta annunciata dal Prof. Ernesto Solari – noto studioso di Leonardo e autore di studi e scoperte leonardesche – e la Dott.ssa Ivana Rosa Bonfantino, consulente Grafologa (già Professore di Grafologia Comparata e Storia della Grafologia dell’Università LUMSA di Roma) presso la sede della stampa estera.

La rivelazione (anticipata da qualche rumors e una fotocopia dell’opera esibita a marzo in una mostra ma senza alcuna ‘ufficialità’) segue tre anni di studi e ricerche con oltre 6000 pagine di documenti. Dopo i risultati delle prove artistiche e scientifiche il Professor Solari non ha dubbi :

” Non siamo qui a chiedervi di giudicare quest’opera perché quest’opera si è già giudicata da sola in base a tutti gli esami, le ricerche e tutto ciò che è stato fatto. Quest’ opera è certamente di Leonardo : lo attesta la Scienza […] Questa è una giornata importante perché completa il mosaico della conoscenza di Leonardo. Noi abbiamo una conoscenza che si basa sulla maturità mentre ora abbiamo il primo dipinto di un giovanissimo Leonardo da Vinci che offre in assoluto la sua prima firma autografa”.

L’opera

Si tratta di una piastrella in maiolica invetrata – datata 1471 – di forma quadrata ( 20×20) che raffigura l’Arcangelo Gabriele, dipinta a simil- lustro, trattata cioè con due soli passaggi di cottura anziché tre (a quei tempi era molto dispendiosa la tecnica delle tre cotture). Il giovanissimo Leonardo- aveva circa 18/19 anni- l’ha verosimilmente realizzata nella fornace del nonno a Bacchereto. L’artista infatti, è cresciuto in quella bottega dai due ai sedici anni, per poi recarsi  dal suo maestro Verrocchio. Probabilmente il nonno ha affidato al geniale nipote la pittura della maiolica (e forse di molte altre ma questa è l’unica giunta fino a noi). Del resto lo stesso Leonardo scrive la ‘ricetta’ di questa tecnica nel suo Trattato Della Pittura sotto il titolo “Del far pittura d’eterna vernice“. Alla fine della formula parla anche di un’ultima passata di olio di noce , un elemento che infatti è stato trovato nel corso degli esami sulla quadrella.

Ci troviamo dunque (forse) di fronte all’opera di un giovanissimo Leonardo, appena uscito dalla bottega del Verrocchio e che iniziava proprio allora la sua attività di artista e che tuttavia, era già ‘Leonardo’. Malgrado la giovane età infatti, realizzò un eccellente simil-lustro metallico con soli due fuochi di cottura.

Solo il disegno (quindi non opera pittorica) della Valle dell’Arno (1469) è più antico di questo dipinto.

Perché un ateo come Leonardo avrebbe dipinto proprio l’Arcangelo Gabriele? Probabilmente a causa del viaggio a Firenze, nel 1471, di Galeazzo Maria Sforza, Duca di Milano, con la sua consorte, per sciogliere il voto fatto alla Santissima Annunziata. Un evento molto importante, accompagnato da tre manifestazioni religiose, che potrebbe giustificare l’esecuzione dell’opera.

Nella quadrella l’Arcangelo Gabriele non è stilizzato ma molto realistico e con molta probabilità, secondo il Professor Solari, è un autoritratto di Leonardo, il primo in assoluto. E questa è un’altra sensazionale rivelazione anche se, in questo caso, non è possibile stabilirlo con assoluta certezza.

La quadratura del cerchio per Leonardo era la ricerca della perfezione e la quadrella era la  ricerca di assoluta perfezione,  della vernice eterna, quindi dell’eternità.

l Prof. Solari e la Dott.ssa Bonfantino durante la presentazione dell'opera

Il Prof. Solari e la Dott.ssa Bonfantino durante la presentazione dell’opera

Le prove artistiche 

Le prove artistiche condotte dal Professor Solari si basano su confronti estetici e stilistici  :

“La mia indagine, dal punta di vista artistico, è stata quella di confrontare tutti gli elementi presenti nella quadrella con gli elementi degli artisti che attorniavano e che hanno preceduto Leonardo, per vedere quali di questi elementi lui ha inteso portare avanti nella propria esperienza, fino alla maturità- E questi elementi ci sono. Poi naturalmente la scienza ha fatto il resto.”

Tra questi elementi, gli effetti sfumati delle ombre e del chiaroscuro, il modo di raffigurare i riccioli dei capelli, così come la realizzazione del profilo  con un’unica linea.

La Consulenza Grafica e l’enigma del Rebus

In base alla comparazione con un vasto numero di scritti autografi attribuibili con certezza a Leonardo, la Dottoressa Bonfantino ha firmato la perizia dove si attesta che la firma tracciata sulla mandibola dell’Arcangelo Gabriele è autografa, quindi appartiene a Leonardo, così come la sigla apposta su bordo del dipinto vetriato e i numeri tracciati sulla mascella dell’Arcangelo.

Oltre la firma “da Vinci lionardo” infatti, sul bordo destro del dipinto si trova un sigla “LDV ib” (Lionardo Da Vinci di Vinci) e alcuni numeri ( 72-52) che rappresentano un rebus che solo la mente geniale di Leonardo poteva escogitare. Secondo il Professor Solari il 52 rappresenta la data di nascita di Leonardo e il 72 le lettere dell’Arcangelo Gabriele (G e B)

Quindi il rebus  potrebbe essere letto così ( anche se non si possono escludere altre interpretazioni):

Io Lionardo da vinci di Vinci, nato nel 1452, all’età di 19 anni, nel mese di aprile dell’anno 1471 ho creato me stesso ad immagine dell’arcangelo.”

Ribadiamo che in questo caso è una possibile interpretazione ma che non può essere data per certa.

Firma di Leonardo

Esami Scientifici

Una simile scoperta è stata possibile grazie a un ampio e complesso apparato di studi e analisi diagnostiche. Tra i vari esami il più importante, spiega il Professor Solari, è la termoluminescenza:

“Ci ha rivelato la provenienza, ci ha detto che quell’argilla proveniva da quella zona povera di quarzo e ci ha detto cose molto importanti riguardo il periodo esecutivo. Ha stabilito un range che va dal 1415 circa al 1515 , quindi la quadrella è stata realizzata più o meno in mezzo a quel periodo. Ci ha detto inoltre che la firma è autentica. La termoluminescenza infatti, ha stabilito che il passaggio di cottura ultima è avvenuto dopo la pittura e la firma della quadrella. E ‘ la dimostrazione che la firma e la pittura sono coevi con la cottura ultima.”

Provenienza

Per ovvi motivi di sicurezza, durante la conferenza stampa non è stato rivelato il nome della famiglia proprietaria della quadrella. Si tratta di discendenti della nobile famiglia Fenicia di Ravello che ha ricevuto in dono l’opera nel 1499 dalla Duchessa di Amalfi, Giovanna d’Aragona. Secondo alcune ricostruzioni storiche, probabilmente Leonardo ha donato la quadrella alla duchessa in occasione della nascita del figlio Alfonso.

La Quadrella di Leonardo raffigurante l'Arcangelo Gabriele  svelata in conferenza stampa presso la sala della stampa estera

La Quadrella svelata in conferenza stampa presso la sala della stampa estera

Ora la palla passa agli studiosi di Leonardo, che esamineranno le innumerevoli pagine dei documenti che attestano l’autenticità della firma di Leonardo sulla quadrella. Nel frattempo, una copia dell’opera sarà esposta dal 22 giugno presso il Museo Leonardo da Vinci Experience di Roma (via della Conciliazione 19), accompagnata dall’esposizione della macchina per far quadrelle, progettata e realizzata da Leonardo.

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