Meeting Art
Pubblicato il: lun 11 Giu 2018

Sensualità in salsa pop. La promessa di felicità di Tom Wesselmann, a Monaco

Tom Wesselmann, Gina's Hand, 1972-82, oil on canvas, 59 x 82 inches © The Estate of Tom Wesselmann/ Licensed by VAGA, New York © ADAGP, Paris 2018.

Tom Wesselmann, Gina’s Hand, 1972-82, oil on canvas, 59 x 82 inches
© The Estate of Tom Wesselmann/ Licensed by VAGA, New York © ADAGP, Paris 2018.

La promessa di felicità. Quella di Tom Wesselmann (1931-2004) al mondo globalizzato anni sessanta-settanta. L’artista di Cincinnati è l’assoluto protagonista della prossima mostra del New National Museum di Monaco, negli spazi di Villa Paloma. Dal 29 giugno al 6 gennaio l’esposizione Tom Wesselmann La Promesse du Bonheur curata da Chris Sharp proporrà 26 opere tra dipinti, sculture e disegni realizzati dall’artista tra il 1963 al 1993.

Per l’istituzione del principato si tratta della nuova tappa del progetto di ricerca volto ad indagare quegli artisti del ‘900 considerati trasversali, senza una carriera lineare ma in grado di spaziare fra le arti. Tom Wesselmann, tra gli esponenti più celebri della Pop Art americana, rappresenta di certo uno di questi.

Tom Wesselmann, Seascape #10, 1966, molded Plexiglas painted with gripflex 44 1/2 x 58 1/2 x 1 3/4 inches © The Estate of Tom Wesselmann/Licensed by VAGA, New York © ADAGP, Paris 2018.

Tom Wesselmann, Seascape #10, 1966, molded Plexiglas painted with gripflex 44 1/2 x 58 1/2 x 1 3/4 inches
© The Estate of Tom Wesselmann/Licensed by VAGA, New York © ADAGP, Paris 2018.

“La bellezza è una promessa di felicità” è un celebre detto di Stendhal, il cui fascino evocativo perfettamente di presta agli intenti della mostra. Sospesa nel fascino pericolo che suggerisce uno stretto legame tra la bellezza e il corpo femminile, l’esposizione propone una nuova visione del rapporto tra l’artista e la donna.

Sensualità, disinibizione, passione sono gli aspetti di una libera espressione della femminilità contemporanea che per Wesselmann è sintomo di un enorme cambiamento storico e culturale a cavallo tra le repressione vittoriana e le ebbrezze del consumismo post- bellico. L’impronta della Pop Art e di Wesselmann in particolare sono centrali nel ricostruire il legame tra il tabù della sessualità e l’illimitato opulenza e promessa di possesso suggerita dal culto della materialità.

Il sito ufficiale per ulteriori informazioni.

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