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Pubblicato il: mar 22 Mag 2018
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Egon Schiele e Francesca Woodman tête-à-tête. Le affinità elettive alla Tate Liverpool

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Nel centenario dalla morte di Egon Schiele, la Tate Liverpool celebra l’eredità del talentuoso allievo di Klimt con una mostra che mette a confronto la sua ricerca pittorica con la fotografia di Francesca Woodman. Un cortocircuito fra pennellate taglienti e scatti fumosi, per una creatività catartica che scava nell’anima, nel segno del corpo.

Egon Schiele e Francesca Woodman. Dialogo fra anime ribelli
Se Egon Schiele (Tulln an der Donau, 1890 – Vienna, 1918) è conosciuto universalmente per il tratto netto e l’irruenza grafica, Francesca Woodman (Denver,1958 – New York,1981) è passata alla storia per una fotografia sfuocata, frutto di una composizione meditata e di una prolungata esposizione alla luce. Eppure, diversità formale e distanza stilistica non hanno impedito a questi due talenti del Novecento di condividere profonde affinità elettive. A rivelarlo è la mostra “Life in Motion” – alla Tate di Liverpool dal 24 maggio-, che propone un dialogo fra la pittura dell’Espressionista austriaco e gli scatti di stampo “neosurrealista” della fotografa americana.

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Così lontani…
Egon Schiele nasce nella Vienna di fine Ottocento, dove diventa pupillo di Gustav Klimt e prolifico interprete della corrente Espressionista; Francesca Woodman viene alla luce in Colorado nel 1958 – esattamente quarant’anni dopo la morte del maestro austriaco-, per legarsi artisticamente all’Europa, come si evince dal codice linguistico di matrice Surrealista e dai lunghi soggiorni in Italia. Da queste premesse culturali, prende forma una fotografia caratterizzata dalla volontà di suggerire il movimento e dal dolce sfumarsi fra soggetto e ambientazione; in apparente contrasto con le composizioni di Schiele, in cui il protagonista si staglia sullo sfondo in modo netto e stridente.

…così vicini
Eppure, accostando le effigi emaciate di Schiele ai nebulosi scatti in bianco e nero della Woodman, la lontananza spazio-temporale si accorcia, e i due artisti si scoprono sorprendentemente vicini, per vicenda biografica e urgenza espressiva. Dall’introspezione psicologica alla centralità della tematica del corpo all’interno del proprio lavoro, dal continuo ritorno sull’autoritratto alla scomparsa prematura di entrambi –stroncato da un’epidemia di influenza spagnola all’età di 28 anni lui, suicidatasi gettandosi da un palazzo di New York a 23 lei-.

Egon Schiele, Standing male figure (self-portrait) 1914. Photograph © National Gallery in Prague 2017

Egon Schiele, Standing male figure (self-portrait) 1914. Photograph © National Gallery in Prague 2017

 

Egon Schiele e Francesca Woodman: due talenti fuori dallo spazio e dal tempo, che hanno fatto dell’arte una questione esistenziale, spingendosi a ritrarre se stessi e mettendo a nudo il proprio corpo, per cercare l’essenza più profonda della propria identità.

Life in Motion: Egon Schiele / Francesca Woodman

A cura di Marie Nipper e Tamar Hemmes
Dal 24 maggio 2018 al 23 settembre 2018
Tate Liverpool
Albert Dock
Liverpool Waterfront
Liverpool L3 4BB

www.tate.org.uk

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Autore

- Laureata cum laude in “Scienze dei Beni culturali” con corsi specialistici a Londra, trasporta le conoscenze accademiche nel giornalismo di settore. Ma alle sfumature dei quadri preferisce da sempre quelle dell’anima, così dalle materie umanistiche a quelle intrinsecamente umane il passo è breve. Prosegue gli studi attraverso la specialistica di “Psicologia Clinica e della Riabilitazione”, con l’obiettivo di esplorare gli abissi della psiche, aiutare il prossimo e approfondire le relazioni fra psicoanalisi e arte


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