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Pubblicato il: dom 20 Mag 2018
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Tanti Magritte in una bambola. Dopo Frida, anche le opere del surrealista finiscono in un giocattolo

La bambola ispirata alle opere di Magritte

La bambola ispirata alle opere di Magritte

La bambola ispirata a Magritte prende spunto dal dipinto “Il figlio dell’uomo”, un uomo elegantemente vestito con una bombetta sul capo e con il volto nascosto da una mela verde

Per gli artisti surrealisti la dimensione ludica era notoriamente una componente centrale dell’esistenza e quindi anche della propria modalità espressiva. Per questo probabilmente in questo caso non accadrà quanto successo per la “collega” Frida Kahlo, i cui eredi hanno duramente protestato dopo che la celebre artista messicana si era ritrovata – a loro dire inopinatamente – protagonista di una bambola Barbie, fino ad ottenere il ritiro del giocattolo.

René Magritte, Il figlio dell'uomo

René Magritte, Il figlio dell’uomo

Ora infatti a prestare le sembianze ad un gioco è René Magritte, o per meglio dire alcuni dei suoi più celebre capolavori, con una bambola pubblicata nella serie Today is Art Day‘s degli Art History Heroes. Il gioco prende spunto dal dipinto Il figlio dell’uomo, un uomo elegantemente vestito con una bombetta sul capo e con il volto nascosto da una mela verde, ma poi vi si ritrovano altre “icone” magrittiane, dalla pipa di Ceci n’est pas une pipe al piede/scarpa di Le Modèle rouge. Particolare non propriamente “serioso”: nel giocattolo la mela verde è rimovibile e diventa un deodorante d’ambiente…

La scatola della bambola ispirata alle opere di Magritte

La scatola della bambola ispirata alle opere di Magritte

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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