Meeting Art
Pubblicato il: dom 20 Mag 2018

Tanti Magritte in una bambola. Dopo Frida, anche le opere del surrealista finiscono in un giocattolo

La bambola ispirata alle opere di Magritte

La bambola ispirata alle opere di Magritte

La bambola ispirata a Magritte prende spunto dal dipinto “Il figlio dell’uomo”, un uomo elegantemente vestito con una bombetta sul capo e con il volto nascosto da una mela verde

Per gli artisti surrealisti la dimensione ludica era notoriamente una componente centrale dell’esistenza e quindi anche della propria modalità espressiva. Per questo probabilmente in questo caso non accadrà quanto successo per la “collega” Frida Kahlo, i cui eredi hanno duramente protestato dopo che la celebre artista messicana si era ritrovata – a loro dire inopinatamente – protagonista di una bambola Barbie, fino ad ottenere il ritiro del giocattolo.

René Magritte, Il figlio dell'uomo

René Magritte, Il figlio dell’uomo

Ora infatti a prestare le sembianze ad un gioco è René Magritte, o per meglio dire alcuni dei suoi più celebre capolavori, con una bambola pubblicata nella serie Today is Art Day‘s degli Art History Heroes. Il gioco prende spunto dal dipinto Il figlio dell’uomo, un uomo elegantemente vestito con una bombetta sul capo e con il volto nascosto da una mela verde, ma poi vi si ritrovano altre “icone” magrittiane, dalla pipa di Ceci n’est pas une pipe al piede/scarpa di Le Modèle rouge. Particolare non propriamente “serioso”: nel giocattolo la mela verde è rimovibile e diventa un deodorante d’ambiente…

La scatola della bambola ispirata alle opere di Magritte

La scatola della bambola ispirata alle opere di Magritte

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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