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Pubblicato il: mar 15 Mag 2018
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La Germania aumenta i finanziamenti per la cultura del 23% nel 2018. L’Italia del 9%

Il busto di Nefertiti, al Neues Museum di Berlino

Il busto di Nefertiti, al Neues Museum di Berlino

Il Ministro della Cultura tedesco Monika Grütters ha annunciato che il Paese prevede di aumentare i finanziamenti per il suo ministero di circa 356 milioni di dollari. Per l’Italia +165 milioni di euro

Non vogliamo certo essere sempre disfattisti, per cui ribadiamo quanto sostenuto a suo tempo: sul piano strettamente numerico dei dati di bilancio, l’opera di Dario Franceschini – che in questi giorni si è ufficiosamente congedato dal ministero, in attesa di sviluppi politici che certamente non lo vedranno riconfermato – non è stata male. I fondi a disposizione del Ministero per i Beni Culturali – per quel che valgono queste sintesi, poi spessissimo soggette a variazioni in corso d’opera – sono aumentati dell’8% nel 2016, del 10% nel 2017, del 9% nel 2018. Tradotto in cifre: di 150 milioni di € nel 2016, 170 milioni nel 2017, 165 milioni dal 2018. Segnali incoraggianti, ma che lasciano invariato il disastroso giudizio complessivo, con un Paese ad altissima vocazione storico-artistica come il nostro che riserva al dicastero a questo preposto qualcosa come lo 0,2% del bilancio generale.

Il Ministro della Cultura tedesco Monika Grütters

Il Ministro della Cultura tedesco Monika Grütters

Anche perché poi capita di incontrare notizie che rimarcano ancor più fortemente questo gap: ovvero capita di apprendere che il Ministro della Cultura tedesco Monika Grütters ha annunciato che il Paese prevede di aumentare i finanziamenti per il suo ministero di circa 356 milioni di dollari, con un budget in aumento del 23% rispetto all’anno precedente. Ovvio, le finanze tedesche sono notoriamente molto in salute rispetto a quelle italiane: ma è anche vero che l’impatto dei beni culturali in una scena come quella germanica non è neanche paragonabile a quello italiano, beneficiato – un refrain popolare, ma probabilmente abbastanza vicino alla verità, parla del 50% – di un’eredità storica, artistica e monumentale senza eguali a livello mondiale. Da quando la Grütters ha assunto la carica nel 2013, il budget culturale della Germania è cresciuto del 38% circa: cosa ci aspetta in Italia a conclusione (?) dell’interminabile valzer 5stelle/Lega?

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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