meeting art
Pubblicato il: sab 12 Mag 2018
Print Friendly and PDF

Un capolavoro di Prampolini torna alla luce dopo cent’anni da Il Ponte

Enrico Prampolini

Lotto 31. Enrico Prampolini – (Modena 1894 – Roma 1956), “Sensazione cromatica di giardino” 1914, tecnica mista su cartone, cm 59,5×54. Firmato in basso a destra. Firmato e titolato al retro. Provenienza: Conte Mariano Picedi Benettini, Baccano d’Arcola, 1916. Eredi Picedi Benettini, Genova. Esposizioni: “Mostra Nazionale d’Arte” Per il Posto di Ristoro, la Croce Rossa di Sarzana, L’Eroica della Spezia, Palazzo Podestà-Luciardi, Sarzana, marzo – aprile 1916, sezione pittura p.53 n.114 in catalogo.

 

SFOGLIA IL CATALOGO ONLINE

 

Dopo cent’anni, torna alla luce Sensazione cromatica di giardino realizzata da Enrico Prampolini (Modena, 1894 – Roma, 1956) nel 1914. In asta a Milano da Il Ponte a giugno

Se ne erano perse le tracce dal lontano 1916 quando Enrico Prampolini lo espose alla Mostra Nazionale d’Arte tenutasi presso Palazzo Podestà-Luciardi a Sarzana (La Spezia). In quell’occasione l’opera fu acquisita dal Conte Mariano Picedi Benettini e da allora è sempre stato conservato nella dimora di Baccano d’Arcola, senza mai uscirne, né per essere studiato, né per essere esposto.

Un formidabile inedito ritorna dunque sul mercato offrendo la possibilità d’integrare la comprensione della prima maniera di Prampolini. L’opera -accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato da Massimo Prampolini- sarà offerta a una stima di 40.000 – 60.000 € durante l’asta 424 di Arte Moderna e Contemporanea de  Il Ponte a Milano il prossimo 12 giugno.

Enrico Prampolini

Enrico Prampolini

Sensazione cromatica di giardino è riscontrabile al numero 114 del catalogo della mostra Per il posto di Ristoro. Mostra Nazionale d’arte, edito dalla Croce Rossa di Sarzana e da L’Eroica di La Spezia, a pag. 53 (il raro catalogo è censito al 1916/2 dei Nuovi Archivi del Futurismo).

Sia nell’introduzione a firma di Ettore Cozzani, che nel regesto delle opere esposte, l’autore è esplicitamente definito futurista. Tale asserzione, del resto, è parte integrante della firma dell’opera e suona ancora come una sorta di excusatio non petita; o comunque come una rivendicazione, tanto più necessaria quanto più il senso di appartenenza al movimento del giovane artista era stato minato dall’aperta ostilità di Boccioni (che morirà qualche mese dopo, nell’agosto del 1916).

Dal punto di vista stilistico, l’opera subisce l’influenza delle tendenze astrattiste che percorrono in lungo e in largo il movimento futurista (dal 1912 al 1915), focalizzandosi intorno a tutte le personalità di primo piano, da Boccioni a Balla, passando per Carrà e Severini. Quest’inflessione generalizzata, che solo in Balla deborderà in forme di astrazione pura, contribuirà in maniera sostanziale all’affrancamento del futurismo dagli iniziali retaggi cubisti, e successivamente darà impulso alla formazione di una coscienza pittorica di stampo purista, che negli anni Venti sfocerà nell’arte meccanica.

Enrico Prampolini

Enrico Prampolini, Composizione, 1952, olio su masonite, 80×115 cm

In Sensazione cromatica di un giardino -realizzato in tecnica mista su cartone- il giovane Prampolini appare ancora in qualche modo condizionato da Boccioni, per come si approccia alla materia pittorica; ma la sensibilità cromatica e il marcato accento naturalistico sono di chiaro sapore balliano, ed affondano le radici nei toni e umori della Secessione romana. Con riferimento al puntinismo, più che alla lezione di Severini, Prampolini si mostra allineato con certe soluzioni all’Orfismo francese.

Spiegano gli esperti de Il Ponte: in Sensazione cromatica di un giardino la realtà viene lasciata sapientemente evaporare e la composizione è dominata dalla griglia astratta degli elementi compositivi e dalla tessitura cromatica straniante, o comunque non oggettiva, che suggerisce al fruitore una vasta possibilità di analogie sinestetiche e sensoriali. In altre parole, potremmo plausibilmente trovarci di fronte ad una realizzazione pratica di certe teorie sviluppate dall’autore in questi anni, tra cui un’avversione per “tutto ciò che nell’opera […] parla di fatti psichici, di stati d’animo o, peggio, di contenuti letterari” (cit. Menna).

Enrico Prampolini

Enrico Prampolini
Individualista aeroplastico, 1932
Oil on board, 60 x 73 cm
50.000 – 70.000 €

Il dipinto che andrà in asta da Il Ponte rappresenta, quindi, una testimonianza inedita e tangibile di una fase di avanzata calibrazione stilistica del giovane futurista, ancora sospeso tra i dogmi di Boccioni e Balla o forse, ancor più plausibilmente, già rivolta all’Europa, e a Robert Delaunay in primis. Si tratta dunque di un ritrovamento senza dubbio importante sia per la storia della ricezione delle opere futuriste nel mercato dell’arte -ormai sempre più rare, soprattutto con pedigree espositivo risalente agli anni ’10- sia per restituire un profilo più rotondo dell’autore.

I top price di Prampolini all’asta risalgono agli anni Novanta. Due opere vendute nella Grande Mela durante l’asta della collezione di LYDIA WINSTON MALBIN. Il record d’asta è per  “La Venere Meccanica” (un’opera del 1930) battuta a 212.271 € (220.000 $) da Sotheby’s a New York nel maggio di 28 anni fa. Strabiliante, durante quella vendita, la crescita vertiginosa rispetto alle stime: era offerta a “solo” 20-25 mila dollari. Simile sorte per il secondo prezzo più alto pagato in asta per Prampolini: “Polimaterico automatismo F” era stato battuto durante la stessa vendita della Venere Meccanica  per  159.204 € (165.000 $), superando di circa sette volte le stime.

Oltre a Sensazione cromatica di giardino, nell’asta in arrivo Il Ponte presenterà anche un’altra opera firmata Enrico Prampolini. Si tratta dell’olio su tela “La Sezione d’Oro – Paesaggio femminile di un’attrice (Carmen Boni)” datata 1930 e stimata 60.000,00 – 80.000,00€. Per visionare l’intero catalogo dell’asta 424 CLICCA QUI.

Enrico Prampolini

ENRICO PRAMPOLINI (  Modena   1894  –  Roma   1956  ) – “La Sezione d’Oro – Paesaggio femminile di un’attrice (Carmen Boni)” 1930, olio su tela, cm 97×146

Informazioni utili

Asta 424 – Arte Moderna e Contemporanea

Il Ponte Casa d’Aste, via Pontaccio 12, Milano

Esposizione: 4, 5, 6, 7 giugno su appuntamento

5 (100%) 1 vote

Autore

Commenta con Facebook

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Pubblicità

Brafa
WANNENES
Maison Bibelot
Blindarte
Arte Padova 2018
Il Ponte
Cambi
Eberhard
Colasanti Casa dA'Aste