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Pubblicato il: lun 16 Apr 2018

La Gioconda di Leonardo Da Vinci è felice? Siete voi a deciderlo

Un particolare de La Gioconda di Leonardo

Un particolare de La Gioconda di Leonardo

Uno studio dell’University of California di San Francisco prova che la percezione dell’espressione del soggetto ritratto sarebbe mutevole, legata allo stato d’animo dell’osservatore

Se Leonardo Da Vinci è da tempo diventato uno degli artisti più “popolari”, quanto a presenza nell’immaginario collettivo alimentato dai media, nel corso degli anni molte ricerche si sono focalizzate sull’enigmatica espressione della Gioconda. La donna ritratta è felice, turbata, inquieta, triste? Nel 2005 ricercatori olandesi utilizzarono software di riconoscimento delle emozioni e algoritmi informatici per indagare “scientificamente” la questione, deducendo che il sorriso della Monna Lisa è all’83% felice, al 9% disgustato, al 6% spaventato, all’1% neutro. Un nuovo studio del 2017 ha riaffermato questi risultati, con un’indagine secondo la quale il 97% dei soggetti coinvolti giudica la Monna Lisa felice. Emerse addirittura una teoria che sosteneva che la Gioconda appare sorridente perché la modella era malata di sifilide. Ora sull’”appassionante” dilemma tornano a pronunciarsi scienziati dell’University of California di San Francisco, secondo i quali la percezione dell’espressione del soggetto ritratto sarebbe mutevole, legata allo stato d’animo dell’osservatore.

La Gioconda di Leonardo

La Gioconda di Leonardo

“Se vedi la Gioconda al Louvre, vedrai l’enigmatico sorriso”, ha dichiarato al Daily Mail Erika Siegel, uno dei ricercatori”. “Ma se la osservi dopo aver litigato furiosamente con tuo marito, vedrai il dipinto in modo diverso”. Lo studio si basa sulla teoria che il cervello è un organo predittivo, che guarda alle esperienze passate per sapere cosa aspettarsi dal futuro. Ogni persona ha un occhio dominante, quindi cose mostrate solo all’occhio non dominante vengono registrate solamente in modo subconscio. Nell’esperimento della Siegel sono stati mostrati a 43 partecipanti una serie di volti, con due immagini diverse che apparivano davanti a ciascun occhio. Mentre all’occhio dominante veniva mostrato un volto con un’espressione neutra, all’occhio non dominante erano presentate diverse facce felici, arrabbiate o neutre. Quando è stato chiesto in seguito di selezionare tutti i volti e identificare quelli che avevano visto, i soggetti erano più propensi a pensare che le facce neutre – ed è questo il caso della Gioconda – fossero felici quando avevano visto un’altra faccia sorridente con il loro occhio non dominante.

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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