Meeting Art
Pubblicato il: dom 15 Apr 2018
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MiArt 2018: tra sezioni, gallerie e capolavori. 5 “cose” assolutamente da non mancare

Joseph Kosuth, Maxima Proposito (2017) - miart 2018. Foto: ArtsLife

Joseph Kosuth, Maxima Proposito (2017), Vistamare – miart 2018. Foto: ArtsLife

L’ingresso, la piazza internazionale, due sezioni d’autore (Generations e Decades), gli allestimenti più raffinati. Cinque “cose” assolutamente da non mancare quest’anno alla fiera di moderno e contemporaneo di Milano. Miart 2018, edizione numero 23, la seconda di Alessandro Rabottini, 184 gallerie di cui 75 estere, 6 sezioni, 3 giorni: dal 13 al 15 aprile. Qui -appena dati- i numeri, qua di seguito invece le immagini e le migliori “performance” espositive al padiglione 3 di Fiera Milano City.

1) PIAZZA INTERNAZIONALE, ovvero: il meraviglioso incrocio-spiazzo-spazio su cui si affacciano Gladstone, Massimo De Carlo, Lelong e Almine Rech. Un poker d’assi al quale aggiungiamo Rodolphe Janssen appena dietro le composizioni micologiche allucinogene di Carsten Holler sotto vetro. What else?

Robert Mapplethorpe e Ugo Rondinone - miart 2018. Foto: ArtsLife

Robert Mapplethorpe e Ugo Rondinone – miart 2018. Foto: ArtsLife

Almine Rech (Foto Artslife)

Almine Rech (Foto Artslife)

Carsten Höller - miart 2018. Foto: ArtsLife

Massimo De Carlo | Carsten Höller – miart 2018. Foto: ArtsLife

Torbjørn Rødland da Janssen (Foto ArtsLife)

Torbjørn Rødland da Janssen (Foto ArtsLife)

2) Le Decades -mostre monografiche o tematiche per decadi, dagli anni 10 ai 90 del Novecento- di Richard Saltoun, Apalazzo, Jocelyn Wolff, Galleria Dello Scudo, Copetti, Sperone, Gomerio e Società di Belle Arti.

Afro alla Galleria Dello Scudo (Foto ArtsLife)

Afro alla Galleria Dello Scudo (Foto ArtsLife)

Jonas Mekas da Apalazzo Gallery (Foto ArtsLife)

Jonas Mekas da Apalazzo Gallery (Foto ArtsLife)

3) Le Generations: uno stand, due gallerie. Un progetto, due artisti di generazioni diverse. I dialoghi di Mazzoleni/Gagosian, Bortolami/Art Bartschi & Cie, Projectsd/Monica De Cardenas + Vistamare, Konig/Thomas Dane, A Gentil Carioca/Andersen’s, Parker/Chertludde, Martini & Ronchetti/Emanuel Layr, Tega/Car Drde.

Nelle immagini l’emblematico raffronto Alberto Burri/Sterling Ruby di Mazzoleni/Gagosian.

Mazzoleni/Gagosian (Burri/Sterling Ruby), miart 2018, foto ArtsLife

Mazzoleni/Gagosian (Burri/Sterling Ruby), miart 2018, foto ArtsLife

Sterling Ruby, Cloven Hiker (2017) e Alberto Burri, Sacco bianco nero (1956) - miart 2018. Foto: ArtsLife

Sterling Ruby, Cloven Hiker (2017) e Alberto Burri, Sacco bianco nero (1956) – miart 2018. Foto: ArtsLife

4) Gli allestimenti. A parte qualche caduta di stile qua e là, la qualità dei progetti e la cura dell’allestimento volano su standard altissimi. Ne abbiamo selezionati 6:

– Il sessantotto di Gianni Pettena nell’intervento spaziale semiotico straniante e destabilizzante da Giovanni Bonelli. Anarchitettura e Applausi…

Giovanni Bonelli con solo show di Pettena (Foto ArtsLife)

Giovanni Bonelli con solo show di Pettena (Foto ArtsLife)

Giovanni Bonelli con solo show di Pettena (Foto ArtsLife)

Giovanni Bonelli con solo show di Pettena (Foto ArtsLife)

– Il doppio stand comunicante di C+N Canepaneri: Alberto Garutti + l’interessantissima (e giovanissima, classe 91) Danica Lundy.

Danica Lundy da Canepaneri (Foto ArtsLife)

Danica Lundy da Canepaneri (Foto ArtsLife)

Danica Lundy da Canepaneri (Foto ArtsLife)

Danica Lundy da Canepaneri (Foto ArtsLife)

Garutti e Danica Lundy da Canepaneri (Foto ArtsLife)

Garutti e Danica Lundy da Canepaneri (Foto ArtsLife)

– Africa, Europa, Italia, Benin. Al centro dello stand, nella parete che connette i due continenti: Paolo Masi. Lo stand di Frittelli spicca per l’elegantissimo e ricercato allestimento: le mises-en-scène interculturali ed intertestuali di Georges Adéagbo da una parte; la poesia visiva e fotografia in Italia negli anni ’70 di Tomaso Binga, Nicole Gravier, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Paola Mattioli e Libera Mazzoleni dall’altra. In mezzo, come detto: un’opera di Masi a rotazione per i 4 giorni della fiera (giovedì di inaugurazione compreso). Aspettando la retrospettiva dell’artista fiorentino al MAGA di Gallarate, “Doppio Spazio”, a cura di Lorenzo Bruni, dal 6 maggio al 16 settembre 2018.

Georges Adéagbo, Frittelli, foto Artslife

Georges Adéagbo, Frittelli, foto Artslife

Georges Adéagbo, Frittelli, foto Artslife

Georges Adéagbo, Frittelli, foto Artslife

La morale del vuoto. Straordinario lo stand di Michela Rizzo: una raffinata architettura di pesi, contrappesi e fili a piombo, orizzonti e orizzontali, diagonali e verticali, dove corrono frantumi di vetri sugli spigoli e le perpendicolari scorrono tra gli attrezzi scolpiti passivamente dal lavoro nelle cave, dalle quali sono stati raccolti. L’opera dona valenza al vuoto, eleva l’assenza e sedimenta la memoria nella materia. La firma incisa nei graniti è dello spezzino Federico De Leonardis. Inglobati nell’intervento allestitivo-architettonico i lavori di Fabio Mauri e Saverio Rampin.

Michela Rizzo, Miart 2018, Foto Artslife

Michela Rizzo, Miart 2018, Foto Artslife

Michela Rizzo, Miart 2018, Foto Artslife

Michela Rizzo, Miart 2018, Foto Artslife

Michela Rizzo, Miart 2018, Foto Artslife

Michela Rizzo, Miart 2018, Foto Artslife

– Il What to feel What not to feel di Nannucci illumina esistenzialmente il percorso di matrice concettuale -sviluppatosi tra gli anni 60 e 70- presentato in fiera dalla Galleria Fumagalli. Gli fa eco l’intreccio luminoso di linee, archi e curve che tracciano volumi nello spazio in interazione con l’architettura circostante. Declinazioni diverse di un progetto che ripercorre momenti topici delle due decadi: dall’arte performativa all’Arte Povera, passando per l’esplorazione del linguaggio e del suo rapporto con lo spazio. Una collettiva con opere di Vito Acconci, Jim Dine, Piero Gilardi, Maurizio Nannucci appunto, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Keith Sonnier, Gina Pane, Anne & Patrick Poirier, Richard Wilson e Gilberto Zorio.

Galleria Fumagalli booth C38, installation view, miart 2018

Galleria Fumagalli booth C38, installation view, miart 2018

Galleria Fumagalli booth C38, installation view, miart 2018

Galleria Fumagalli booth C38, installation view, miart 2018

Galleria Fumagalli booth C38, installation view, miart 2018

Galleria Fumagalli booth C38, installation view, miart 2018

– Parquet e pareti grigie: Galleria Cardi. Dentro Paolini, Kounellis, Pistoletto. Al centro: Penone. Fuori: doppio Agnetti.

Paolini da Cardi, Miart 2018, Foto ArtsLife

Paolini da Cardi, Miart 2018, Foto ArtsLife

5) L’ingresso della fiera. Un’ideale figura trapezoidale tracciata con la penna sulla mappa cartacea della fiera che ingloba Vistamare, Clearing, Sprovieri, Lia Rumma e Raffaella Cortese. Parola alle immagini.

Giovanni Anselmo, Vistamare, Miart 2018 (Foto ArtsLife)

Giovanni Anselmo, Vistamare, Miart 2018 (Foto ArtsLife)

Ettore Spalletti, Lia Rumma, Miart 2018, Foto ArtsLife

Ettore Spalletti, Lia Rumma, Miart 2018, Foto ArtsLife

Lia Rumma, Miart 2018, Foto ArtsLife

Kentridge e Jaar, Lia Rumma, Miart 2018, Foto ArtsLife

Kosuth, Lia Rumma, Miart 2018, Foto ArtsLife

Kosuth, Lia Rumma, Miart 2018, Foto ArtsLife

Kiki Smith Now, 2006 Ink, glitter on Nepal paper 152,4×195,6 cm  Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Kiki Smith
Now, 2006
Ink, glitter on Nepal paper
152,4×195,6 cm
Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Anna Maria Maiolino Na Horizontal [On the Horizontal], 2014 Metal base with raku ceramic and shielded copper wire 20×120 cm (metal base, 18 raku ceramic pieces with variable dimensions)  Ed. di 3 + 1AP Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Anna Maria Maiolino
Na Horizontal [On the Horizontal], 2014
Metal base with raku ceramic and shielded copper wire
20×120 cm (metal base, 18 raku ceramic pieces with variable dimensions)
Ed. di 3 + 1AP
Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Joan Jonas Untitled from Reanimation performance, 2014 Ink on paper 29×37 cm Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Joan Jonas
Untitled from Reanimation performance, 2014
Ink on paper
29×37 cm
Courtesy dell’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Joseph Kosuth, Maxima Proposito (2017) - miart 2018. Foto: ArtsLife

Joseph Kosuth, Maxima Proposito (2017), Vistamare – miart 2018. Foto: ArtsLife

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Autore

- Giornalista, ha studiato filosofia estetica e storia dell'arte presso l’Università degli Studi di Milano


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