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Pubblicato il: dom 08 Apr 2018
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Estate toscana con Man Ray. Oltre cento opere in mostra a San Gimignano

Man Ray, Noire et blanche, 1926, © Man Ray Trust by SIAE 2018

Man Ray, Noire et blanche, 1926, © Man Ray Trust by SIAE 2018

La mostra Wonderful visions tiene banco dall’8 aprile al 7 ottobre alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea del centro toscano, curata da Elio Grazioli

L’affezione è ciò che crea il mistero, è il sentimento segreto che resta enigmatico al di là dello svelamento simbolico, è una dimensione privata in più di cui si carica l’oggetto, fotografia compresa, e lo sguardo, che si fa ‘incantato’”. E quale scenario migliore, per questi temi, di una cittadina carica di storia e di suggestioni medievali come San Gimignano? L’incontro si celebra con la mostra Man Ray. Wonderful visions, che dall’8 aprile al 7 ottobre presenta alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea del centro toscano oltre cento immagini fotografiche del grande personaggio, universalmente noto come artista dadaista e surrealista, uno dei più grandi fotografi del XX secolo. Foto esposte come facenti parte di un unico percorso unitario e perciò disposte in ordine cronologico, per rimandare non ai generi e alle funzioni ma a quell’unico sguardo da cui nascono realmente.

Man Ray, Violon d’Ingres (Kiki), 1924, © Man Ray Trust by SIAE 2018

Man Ray, Violon d’Ingres (Kiki), 1924, © Man Ray Trust by SIAE 2018

Man Ray trasforma ogni immagine in un enigma che indica come nel reale, anche il più abituale, sia nascosto un mistero”, scrive Elio Grazioli, il curatore della mostra. “Tutto diventa strano, inconsueto, inatteso e si carica di un senso imprevisto, un significato non riconducibile a una formula, a un messaggio, ma sospeso, straniante, che conserva la sua enigmaticità. Anche un abito, un cappello, un accessorio diventa un punto di domanda sul corpo, sul volto, sul braccio su cui è posato”. E la mostra testimonia, nelle sue tappe fondamentali e attraverso alcune delle opere più famose, il Man Ray fotografo, ma con un taglio particolare, quello che afferma l’equivalenza tra il fotografo artista, quello di moda, di pubblicità, di fotografia pura. “Ciò che accomuna e lega in un unico gesto creativo è lo sguardo, quello che trasforma tutto in ‘meravigliose visioni’”.

Man Ray, Marcel Duchamp déguisé en Rrose Sélavy, 1921, © Man Ray Trust by SIAE 2018

Man Ray, Marcel Duchamp déguisé en Rrose Sélavy, 1921, © Man Ray Trust by SIAE 2018

http://www.sangimignanomusei.it/galleria.htm

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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