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Pubblicato il: mar 27 Mar 2018
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È Tokio la nuova capitale mondiale delle mostre. Ecco la classifica 2017 di The Art Newspaper

Yayoi Kusama With All My Love For The Tulips, I Pray Forever (2011, courtesy David Zwirner)

Yayoi Kusama With All My Love For The Tulips, I Pray Forever (2011, courtesy David Zwirner)

La capitale giapponese piazza tre esposizioni nei primi 5 posti, esattamente al primo, terzo e quinto posto. Gradino più alto del podio per Unkei – The Great Master of Buddhist Sculpture

Le “classifiche” stilate su materie complesse e difficilmente organizzabili come possono essere le grandi mostre d’arte non possono per definizione essere attendibili al 100%. Cambiano i criteri, cambiano le modalità dei rilevamenti, cambiano i sistemi di riferimento. Eppure quella stilata annualmente dalla rivista The Art Newspaper ha assunto ormai il ruolo di fonte di riferimento: dato dal grande prestigio del magazine e dalla sua notorietà e diffusione a livello globale. È recente dunque la pubblicazione di quella relativa alle mostre più popolari del 2017: e già qui si crea qualche equivoco, visto che non è chiaro se si parli di visitatori assoluti o di visitatori giornalieri, nell’elencare le mostre. Ma certo dai risultati pare emergere un dato inatteso ma inequivocabile: la nuova capitale dell’arte mondiale – quanto a popolarità delle mostre – è Tokyo, che piazza tre esposizioni nei primi 5 posti, esattamente al primo, terzo e quinto posto.

Georg Baselitz - Ribelle 1965 © Georg Baselitz 2017 Ph. Friedrich Rosenstiel, Koln

Georg Baselitz – Ribelle 1965 © Georg Baselitz 2017 Ph. Friedrich Rosenstiel, Koln (particolare)

Il gradino più alto del podio spetta a Unkei – The Great Master of Buddhist Sculpture, che al Museo Nazionale di Tokyo ha avuto una media di 11.268 visitatori al giorno, per un totale di oltre 600mila. Segue Icons of Modern Art. The Shchukin collection, che alla Fondation Louis Vuitton di Parigi ha portato oltre 1,2 milioni di persone, con una media giornaliera di 8.900 visitatori, mentre al terzo posto torna la capitale giapponese, dove Alphonse Mucha al National Art Center di Tokyo ha avuto 8.500 visitatori al giorno con un totale di più di 650mila. Cucchiaio di legno per la Saatchi Gallery di Londra e la sua mostra Painters’ painters, 833mila biglietti totali e 7500 al giorno, ma alla quinta piazza ecco ancora Tokio con Yayoi Kusama sempre al National Art Center (518mila/6700). Sesto posto per Mondrian in Brasile, mentre dal sesto all’ottavo troneggia il Guggenheim Bilbao con il tris Ken Jacobs, Bill Viola e Georg Baselitz.

https://www.theartnewspaper.com

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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