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Pubblicato il: mar 28 nov 2017
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Filmmaker International Festival: dal 1 al 10 dicembre 2017 a Milano

FILMMAKER INTERNATIONAL FILM FESTIVALFilmmaker International Festival: dal 1 al 10 dicembre 2017 a Milano ritorna il grande festival dedicato al cinema in tutte le sue sfaccettature.

Al via il prossimo 1° dicembre l’edizione 2017 di Filmmaker International Festival, in programma fino al 10 dicembre a Milano presso lo Spazio Oberdan, l’Arcobaleno Film Center e la Casa del Pane.

Al centro della manifestazione, come sempre, il cinema documentario e – più in generale – “di ricerca”: un’identità netta e riconoscibile che da quasi quarant’anni fa di Filmmaker, all’interno di un panorama nazionale affollato di appuntamenti, un punto di riferimento per chi vuole scoprire e sostenere nuovi autori, nuove forme cinematografiche, nuove relazioni con il pubblico.

Tra i “nuovi” autori portati per la prima volta all’attenzione degli spettatori italiani, figurano nomi diventati col tempo degli autentici “classici”, da Ulrich Seidl a Frederick Wiseman, da Rithy Panh a Errol Morris.

>> Il programma di quest’anno si articola in nove sezioni: Concorso Internazionale, Prospettive, Fuori concorso, Sogni e Incubi, Rivoluzioni, Omaggio a Francesco Ballo, Filmmaker Moderns, Fuori formato e Prospettiva Grifi.  A queste si aggiungono i film di apertura e chiusura, per un totale di 103 titoli, di cui 21 in anteprima assoluta e 20 in anteprima italiana.

Apertura del festival venerdì 1° dicembre ore 21.30, presso l’Arcobaleno Film Center, con l’anteprima nazionale di L’Atelier, il nuovo film di Laurent Cantet (già vincitore della Palma d’oro per La Classe), presentato con successo al Certain Regard dell’ultimo Festival di Cannes e in uscita l’anno prossimo in Italia distribuito da Teodora Film.

L’Atelier,  film di Laurent Cantet

« L’Atelier » de Laurent Cantet

La chiusura, come da tradizione, verrà affidata a un film di autore italiano: quest’anno Nato a Casal di Principe di Bruno Oliviero.

Il Concorso internazionale propone quest’anno 11 film, senza distinzioni di formato, genere o durata, firmati tanto da giovani autori quanto da nomi di primo piano del panorama cinematografico internazionale. Consapevole di quanto un film, prima che un prodotto di mercato o un fatto di linguaggio, sia una testimonianza esistenziale, un festival come Filmmaker  si impegna a raccogliere quanto di testimoniale c’è in un film: il suo rapporto con le nostre esistenze, ma anche con il mondo.

Tra i film in competizione: L’Assemblée di Mariana Otero, Dragonfly Eyes del cinese Xu Bing, La Frontière brule di Nicolas Klotz ed Elisabeth Perceval e Ab Ovo dell’italiano Luca Ferri.

«Ab Ovo», Luca Ferri

«Ab Ovo», Luca Ferri

FUORI CONCORSO
Sono otto le proposte Fuori concorso di questa edizione. Due di queste – l’inedito Séance realizzato nel 2014 e l’ultimo Whipping Zombie – portano la firma di Yuri Ancarani, videoartista e filmmaker tra i più “esposti” del panorama contemporaneo (le sue opere sono state presentate in mostre e musei nazionali e internazionali, dalla Biennale di Venezia al Guggenheim di New York.

Whipping Zombie è un’esperienza ipnotica e magica che immerge lo spettatore nella danza degli zombi di un remoto villaggio di Haiti, al ritmo di una musica martellante che induce la trance.

Tra i film evento dell’ultima stagione, A fabrica de nada di Pedro Pinho conferma una volta di più, dopo Le mille e una notte di Miguel Gomes, la libertà del cinema portoghese di affrontare la “crisi”: la voglia di stravolgere, con immaginazione e rigore, la realtà di macerie diffusa dalla crisi economica contemporanea. La sola alternativa alla depressione permanente è una lotta continua contro la paura, per una sistematica riappropriazione della gioia.

CONCORSO PROSPETTIVE
La sezione Prospettive vuole essere un laboratorio di idee, un momento d’incontro e di scontro tra visioni e punti di vista desiderosi di mettersi in gioco, uno spazio che immaginiamo capace di stimolare riflessioni e provocazioni. Più che tracciare coordinate, qui si prova a mappare in 15 titoli (quasi tutti in prima assoluta) ciò che si agita nel cinema indipendente italiano under 35.

Ciò che caratterizza la sezione è una propensione all’azzardo che si esprime, innanzitutto, attraverso un’estrema varietà di formati e una tensione verso forme testuali aperte e flessibili che si rivolgono alle contaminazioni con le altre espressioni visive. Il cortocircuito di linguaggi caratterizza, per esempio, Argonauti di Alessandro Penta, che nelle pagine di Apollonio Rodio, scelte per un laboratorio teatrale condotto dagli attori-guide della non-scuola del Teatro delle Albe in un piccolo paese della Basilicata, trova un testo grazie al quale riflettere su antichi e nuovi migranti.
Un’altra opera interprete di questa categoria è Italian-African Rhyzome. A Choreography for Camera (+ voice) di Martina Melilli.

PROSPETTIVE – FUORI CONCORSO
Tre le proposte fuori concorso della sezione Prospettive: L’ultima popstar di Claudio Casazza, Carlo Prevosti e Stefano Zoja parte dalla visita del Papa a Monza per concentrarsi sul popolo dei fedeli che accorre per vedere e ascoltare Francesco. La Convocazione di Enrico Maisto racconta la figura del giudice popolare, insieme anonima e determinante: provare a riflettere su questo strano laboratorio umano dove il comune cittadino si trasforma in magistrato significa provare a capire molto di quello che sono i nostri sentimenti verso la Giustizia. De l’autre côté des montagnes di Fatima Bianchi è una serie di ritratti video che raccontano due comunità: quella dei migranti arrivati in Francia dopo aver affrontato a piedi e con ogni mezzo un viaggio lungo mesi; e quella dei volontari che accolgono questi nuovi stranieri.

PROSPETTIVA GRIFI
Nel decennale della scomparsa, la retrospettiva di Filmmaker 2017 sarà dedicata ad Alberto Grifi: dalla Verifica incerta (1964-65) fino alla versione definitiva di L’occhio è per così dire l’evoluzione biologica di una lacrima (2007), passando per il suo capolavoro più celebre, Anna (1972-75) e per tanti titoli meno noti, il festival proporrà l’opera omnia di Grifi, compreso – sotto forma di installazione – il girato integrale di Il festival del proletariato giovanile al Parco Lambro (1976).

«Dedicare una retrospettiva ad Alberto Grifi – spiega il direttore del festival, Luca Mosso – non è soltanto tributare il doveroso omaggio a un maestro. La scommessa è piuttosto cercare di consolidare una relazione tra i suoi lavori e le tracce vive e presenti della sua lezione nel lavoro dei filmmaker delle nuove generazioni».

In occasione della retrospettiva verrà pubblicata una monografia dedicata ad Alberto Grifi firmata da Annamaria Licciardello. Una tavola rotonda e una serie di testimonianze completano il programma.

OMAGGIO AD ALAIN CAVALIER – SIX PORTRAITS XL
Tra gli ospiti dell’edizione 2017, un posto d’onore spetta a un autentico maestro del cinema francese, Alain Cavalier: 86 anni, noto al pubblico italiano soprattutto per Thérèse (Premio della Giuria al Festival di Cannes e tre César), Cavalier ha scelto da tempo di ridurre al minimo gli ingombri della “macchina cinema” per essere solo davanti alla persona che sta filmando: mettersi a filo dell’inquadratura, all’altezza di chi guarda, cercando sempre di stabilire con il soggetto ripreso un rapporto di consonanza. I Six Portraits XL che si vedranno in anteprima italiana a Filmmaker sono sei ritratti, ciascuno riporta soltanto un nome proprio, rivela una professione. Pensati all’origine in un formato breve, tredici minuti per la televisione , poi divenuti di un’ora, sono stati realizzati da Cavalier negli anni: molti uniscono immagini del passato e del presente, quello che lui chiama il «bric-à-brac della vita».

 Six Portraits XL

Six Portraits XL

FILMMAKER MODERNS
Il sassofonista contralto Ornette Coleman ha vissuto almeno quattro vite artistiche: dagli umili inizi nella scena Rhythm ‘n’ Blues fino al parnaso dell’avanguardia. Il nome di Coleman è immediatamente associato al free jazz; l’album “Free Jazz: A Collective Improvisation” del 1960, che contiene un’improvvisazione collettiva di 37 minuti, è probabilmente il culmine della sua rivoluzione musicale.
Coleman conobbe la regista Shirley Clarke alla fine degli anni ’60 e insieme pensarono di realizzare un film sul jazz. Il progetto, dopo un iniziale rifiuto dei produttori, verrà ripreso a distanza di vent’anni in vista dell’inaugurazione, nell’83, del Caravan of Dreams Performing Arts Center. In Ornette: Made in America Clarke, con l’aiuto di Ed Lachman, decise di mescolare formati diversi, dai 16 mm originali al nuovo Super 16 a video di diversi tipi (dove compaiono Burroughs, Williams, Bowles, Ginsberg), e di seguire l’improvvisazione e le strutture non ortodosse della musica di Coleman, usata come vera e propria “sceneggiatura” del progetto.

OMAGGIO A FRANCESCO BALLO
Francesco Ballo (Milano, 1950) è stato docente di Storia del Cinema e del Video all’Accademia di Belle Arti di Brera. È studioso e filmmaker.
Negli ultimi vent’anni ha realizzato, tra gli altri, il lungometraggio in 16mm Quando le ombre si allungano (1996), Muri Bianchi (1998), Hai chiuso la valigia? (1999), Risa (2007), Ghiaccio Rosso (2016). L’edizione 2017 di Filmmaker propone Si va, si va… documentario su una scalata; Linee in rilievo; Esperimenti (Raccolta 3).

Si va, si va...

Si va, si va…

SOGNI/INCUBI
Dopo aver presentato, nel 2012, il loro Leviathan, Filmmaker torna a ospitare le opere di Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel proponendo i due film che i registi hanno realizzato nel 2017: Caniba; Somniloques.

Caniba è un affresco che riflette sul cannibalismo nell’esistenza umana attraverso l’episodio di Issei Sagawa, che – studente alla Sorbona – venne arrestato nel 1981 mentre cercava di svuotare in un lago al Bois de Boulogne due valigie insanguinate contenenti i resti della sua compagna di corso. Dopo averle sparato alla nuca, Sagawa l’aveva stuprata e mangiato a modo suo parti del cadavere. Dichiarato legalmente malato di mente, fece ritorno in Giappone. Da quel momento è stato un uomo libero. Ha scritto romanzi e manga che rievocano il suo delitto nel dettaglio. È stato protagonista di documentari e film porno. Ha anche lavorato come critico gastronomico. Manifesta ancora il desiderio di consumare carne umana e morire per mano e nella bocca di un cannibale.

«Caniba», Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel

«Caniba», Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel

Lo spunto di partenza di Somniloques, invece, sono i sonniloqui di Dion McGregor, musicista newyorchese studiato come caso clinico per l’assurda capacità di raccontare, in tempo reale, mentre dormiva, i suoi stessi sogni: una produzione ricchissima di storie, universi surreali e oscuri, umorismo e toni macabri registrati per sette anni dall’amico Mike Barr.

FUORI FORMATO
Anche quest’anno Fuori Formato continua a mappare il territorio del cinema d’avanguardia austriaco grazie a una delle figure più significative delle ultime generazioni, Siegfried A. Fruhauf, presente con un programma monografico e una “carte blanche” che intreccia ricerca estetica ed esperienza biografica. Accanto a Fruhauf, altri due protagonisti della sezione saranno la fotografa e videoartista Sharon Lockhart, che in Rudzienko combina il racconto delle vite di alcune giovani donne “difficili” di un centro di socioterapia giovanile fuori Varsavia, e Gustav Deutsch con How We Live – Messages to the Family, un viaggio fra reperti filmici amatoriali raccolti tra Austria, Italia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Grecia e Australia.

FILMMAKER INTERNATIONAL FILM FESTIVAL

Luoghi del Festival:
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2;
Arcobaleno FilmCenter, Viale Tunisia 11;
Casa del Pane – Ex Casello Daziario di Porta Venezia, Corso Venezia 63
Il programma dettagliato sul sito Milano film network

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