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Pubblicato il: mar 14 nov 2017
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Mannalita si presenta a Formaggitalia

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Questa storia potrebbe iniziare con “c’era una volta”, già perché non ha nulla a che invidiare alle fiabe dei Fratelli Grimm, Andersen o Perrault. E’ l’avventura dell’azienda casearia “Mannalita” e di Danilo Farina che decide, con la nascita della figlia, di acquistare due capre da cui ricavare latte per garantire alla bambina un’alimentazione sana e genuina. Danilo ci prende gusto, abbandona la sua professione per dedicarsi corpo e anima alla sua passione che trasforma in lavoro. Dopo cinque anni lo troviamo con un gregge di 200 capi, e un’azienda a conduzione famigliare che realizza “Latte e casu de crapa” di altissima qualità. Siamo in Sardegna, ad Oliena nella provincia di Nuoro, dove Farina insieme alla sua famiglia ha l’intuizione di recuperare antiche ricette della tradizione dimenticate dimostrando le potenzialità e l’eccellenza dei prodotti fatti con latte di capra, considerati fino a pochi anni fa di serie b, asciutti, duri e “solo buoni da grattugiare”. Passione, competenza e volontà sono requisiti fondamentali per stare sul mercato e a questi “Mannalita” ha aggiunto antichi sapori, innovazione, tecnologia che l’ha portata a produrre un formaggio di capra dall’impressionante equilibrio gustativo e olfattivo, riconosciuto e premiato in diverse occasioni, tra cui il concorso caseario all’Ombra della Madonnina 2017.

L’azienda Agricola Mannalita, nata dal desiderio di conservare e far conoscere i sapori della terra sarda, deve il suo nome alla capra domestica da cui tutto ha inizio. Si narra che, in passato, la capra che produceva il latte per il fabbisogno giornaliero della famiglia alloggiasse in un locale della casa dove stazionavano il telaio femminile e altri arnesi e, proprio qui, si riponessero nelle ma’erinas (nicchie) i recipienti d’acqua potabile per il loro abbeveraggio.

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Tutti i prodotti dell’azienda agricola vengono fatti con latte di capra munto in azienda: utilizzato crudo per gli stagionati e semicotto per i formaggi freschi. Cremosi e piacevoli al palato mantengono inalterati i valori nutrizionali di cui è ricco l’alimento, non più solo fonte di nutrimento ma un piacere da abbinare a erbe o confetture fatte in casa per esaltarne la gradevolezza. C’è “Capriccio”, formaggio di capra fresco, dalla consistenza gradevolissima, proposto in un delizioso vasetto di vetro nella versione con zafferano, pepe rosa, noci, erba cipollina e peperoncini, “Sòvana”,un tomino a pasta fiorita che offre una rapida soluzione per chi a tavola vuole mangiare sano, leggero e sardo e poi ancora “Mesa” un formaggio di foggia quadrata, a pasta fiorita dal gusto elegante, “Biancospino”, con una consistenza simile a una ricotta salata ma l’inconfondibile gusto del formaggio di capra “Sìda” una piccola formaggella di capra affumicata, “San Juan”, “Nidos”, “Arcano” fino ad arrivare allo Joddu (lo yogurt di capra).

Il packaging è elegante, ricercato e riconoscibile a colpo d’occhio, con una scritta rosa/bianca su base viola a caratteri tondeggianti e con il simbolo inconfondibile delle corna delle sue capre mannalita. Purtroppo è ancora difficile reperire questi prodotti fuori dai confini sardi ma l’azienda si sta attrezzando nel portarli sulle nostre tavole e su quelle dei migliori ristoranti, nel frattempo può valere la pena volare in Sardegna per gustarli durante una meritata vacanza, ancor meglio se fuori stagione.

Francesca Corradi & Camilla Rocca

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Autore

- Studiando finanza a Verona, passavo gli appunti ai compagni, imprenditori vinicoli della Valpolicella: da lì l'amore per il buon cibo e il bere bene è stato fatale. Non mancavano ville venete dove degustare le amenità del territorio e il mio amore per l'arte e il bello si è sviluppato. Gli eventi enogastronomici e artistici mi appassionavano così tanto che, dopo assidue frequentazioni, ho pensato prima di organizzarli e poi di gestirne gli inviti, con tanto di laurea a sostegno. Certo le PR le ho sempre avute nel sangue... anche se è il brivido della notizia a farmi perdere la testa!


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