Meeting Art
Pubblicato il: mer 26 lug 2017
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Le conversazioni con il Ghetto di Robert Hromec. Un invito ad ascoltare il silenzio

Robert Hromec, Conversation VI, 2015, mixed media on paper, 100 x 100 cm

Robert Hromec, Conversation VI, 2015, mixed media on paper, 100 x 100 cm

Il 14 luglio ha inaugurato la mostra “Conversazioni” dell’artista slovacco Robert Hromec, a cura di Martina Campese, presso lo spazio espositivo Arte spazio Tempo, in una delle location più affascinanti di Venezia: il Ghetto Ebraico. Già il titolo della mostra lascia intendere chiaramente la volontà dell’artista di provare ad aprire, attraverso le sue creazioni, delle opportunità di dialogo con la cultura e la storia specifiche di un popolo, quello ebraico, che riesce ancora a mantenere una forte identità distintiva all’interno della città lagunare.

Chiunque entri nel ghetto ebraico di Venezia è catapultato in una dimensione altra in cui, alla frenesia e al vociferare delle arterie principali, si sostituisce un’atmosfera di sospensione e silenzio, quella stessa sensazione che si percepisce proprio osservando le opere di Robert Hromec. La scelta della location per la mostra, infatti, non è casuale, in quanto scaturisce da una consapevole decisione dell’artista, il quale – durante un viaggio a Venezia – ha avuto modo di scoprire questa parte della città e di innamorarsene.

Robert Hromec, Aluminium Series, ph. Martina Campese

Robert Hromec, Aluminium Series, ph. Martina Campese

Robert Hromec, Ahava ph. Raffaella Ferraro

Robert Hromec, Ahava ph. Raffaella Ferraro

Partendo da questi presupposti, Hromec ha realizzato per l’occasione una serie di lavori dedicati al Ghetto Ebraico e intitolati, per l’appunto, Ghetto’s Series, che comprendono le David’s Stars – un gruppo di sei opere su tela in cui l’artista si confronta con uno dei simboli per eccellenza della cultura ebraica, la stella di Davide – e Ghetto Conversations, da cui deriva il titolo della mostra. In ciascuna di queste opere compare un motivo ricorrente nell’arte di Hromec, la figura umana, rappresentata nell’essenzialità delle forme e nella molteplicità dei gesti, che si scompone in una sequenza di più figure che si sovrappongono e si compenetrano nel reticolo di linee tracciate dall’artista. In questi lavori l’attenzione è catalizzata sui volti, posizionati a distanza ravvicinata gli uni di fronte agli altri, impegnati in dialoghi silenziosi e riservati, in cui sembra di percepire a tratti la traccia di un lieve sussurro.

I profili appena accennati di queste figure – che sembrano discendere da un mondo arcaico e misterioso – sono i protagonisti anche della serie Drawings, in cui però l’artista si focalizza sull’intero corpo umano, che acquisisce fisicità e una velata carica erotica. Osservando queste composizioni bidimensionali, in cui i soggetti – tutti rigorosamente identici – galleggiano sospesi in un tempo e in uno spazio indefinito, sembra di assistere a tratti al lento cadenzare di un video in slow motion, dove i corpi nudi di uomini e donne si cercano, si desiderano, si abbracciano e si incontrano nel delicato sfiorarsi di una mano su un volto.

Robert Hromec, David's Stars ph. Martina Campese

Robert Hromec, David’s Stars ph. Martina Campese

Robert Hromec, Drawings ph. Raffaella Ferraro

Robert Hromec, Drawings ph. Raffaella Ferraro

L’ultima serie presente in mostra è Aluminium, in cui Hromec – sfruttando le sue abilità incisorie – dà libero sfogo alla sperimentazione artistica su un nuovo supporto: l’alluminio. In questa serie dagli accenti più barocchi e dai toni più sgargianti, l’artista sperimenta tecniche e media differenti, virando verso soluzioni di matrice astratta, pur senza rinunciare mai al dettaglio figurativo. Ecco, quindi, che l’alluminio dipinto, graffiato e bruciato rivela qua e là volti, mani e piedi di figure umane risucchiate dalla pura energia del colore.

Le conversazioni con il Ghetto di Robert Hromec ci inducono all’ascolto di un silenzio carico di significati e di storie che vogliono raccontarsi, storie personali che appartengono alla nostra dimensione interiore, ma anche storie di altri, di culture, tradizioni e usanze che si tramandano da secoli e che continuano a vivere nella nostra memoria attraverso una sincera apertura al dialogo.

Robert Hromec, Dettaglio Ghetto Conversations ph. Martina Campese

Robert Hromec, Dettaglio Ghetto Conversations ph. Martina Campese

Informazioni utili

CONVERSAZIONI
ROBERT HROMEC | SUSSURRI DAL GHETTO
a cura di MARTINA CAMPESE
14 – 07 | 31 – 08 – 2017
La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato 10:30 – 13:00 e 15:30 – 19:00. Domenica su appuntamento.
Arte Spazio Tempo, Campo del Ghetto Nuovo 2876-2877, Venezia

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