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La rinascita di Palazzo Venezia passa per La Sala delle Fatiche di Ercole

Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (dopo il restauro) Photo credit: M.Benedetti - A.Corrao Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (dopo il restauro) Photo credit: M.Benedetti - A.Corrao
Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (dopo il restauro) Photo credit: M.Benedetti - A.Corrao
Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (dopo il restauro) Photo credit: M.Benedetti – A.Corrao

Dal 27 maggio, dopo un attento restauro, la Sala delle Fatiche di Ercole riapre al pubblico


Palazzo Venezia
si trova esattamente al centro di Roma: una posizione di assoluto privilegio che, però, non l’ha risparmiato dai capricci di chi ne ha stabilito le sorti, sin da quando l’Italia riesce a strapparlo a quegli austroungarici che ne hanno fatto la propria ambasciata presso la Santa Sede. Prima e più importante testimonianza di edilizia civile rinascimentale nella Capitale, per anni ha conosciuto fortune alterne: residenza papale, museo di arte medievale e moderna o quartier generale di un dittatore, recentemente i suoi giardini erano stati di fatto ridotti a un parcheggio ministeriale.

 Sala delle Fatiche di Ercole – Cantiere
Sala delle Fatiche di Ercole – Cantiere

Una situazione desolante ma, fortunatamente, destinata a risolversi grazie all’istituzione di un Polo Museale del Lazio che proprio qui stabilisce la sua base. Un ulteriore passo in avanti nella rivalorizzazione del prestigioso edificio storico è la nomina di Sonia Martone a suo direttore. Da qui in poi il destino di Palazzo Venezia sembra piacevolmente tracciato: il lussureggiante spazio verde viene definitivamente riaperto al pubblico e vi si ambienta Il Giardino Ritrovato, una manifestazione estiva caratterizzata da conversazioni d’arte, spettacoli di danza, musica e teatro di grande qualità. Ma anche al suo interno c’è tanto da recuperare e rimettere a disposizione del pubblico: come la magnifica Sala delle Fatiche di Ercole, i cui soffitto e fregio sono tornati a incantare chi vi posa lo sguardo grazie a un intervento firmato da L’Officina, Consorzio di restauro e conservazione opere d’arte.

 

Sala delle Fatiche di Ercole – Cantiere
Sala delle Fatiche di Ercole – Cantiere

Posizionata al piano nobile – nell’appartamento di quel cardinale Pietro Barbo che in seguito diverrà Paolo II e a cui si deve la costruzione di Palazzo Venezia – la Sala delle Fatiche di Ercole era anche detta Sala dei Paramenti a causa del suo utilizzo ufficiale: conservare gli abiti liturgici. Il fregio a fresco che ne decora la parte superiore, il cui autore è ancora ignoto anche se c’è chi lo collega al circolo di Andrea Mantegna, raffigura in trompe-l’œil una loggia di dodici arcate: quattro di esse racchiudono fontane e amorini, le restanti otto altrettante fatiche dell’eroe. Il figlio di Zeus è, infatti, rappresentato alle prese con il leone Nemeo, il gigante Anteo, i buoi di Gerione, il drago Ladone, la cerva Cerinea, gli uccelli di Stinfalo e il centauro Nesso. L’opera, già oggetto di restauro nella seconda metà del XIX secolo, nel 1928 e nel 1970, ha beneficiato di un nuovo intervento che ha rimosso non solo il fisiologico deposito di sporco ma anche le vecchie e ingiallite vernici superficiali o le estese ridipinture in blu di Prussia dei fondi che minava la tridimensionalità delle scene. Infine si è passato al reintegro delle lacune, ovviamente solo degli elementi decorativi architettonici non certo di quelli figurativi.

Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (prima del restauro) Photo credit: M.Benedetti - A.Corrao
Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (prima del restauro) Photo credit: M.Benedetti – A.Corrao

Il risultato è uno stupefacente equilibrio cromatico d’insieme e la possibilità di godere nuovamente l’illusione di un finto loggiato aperto, oltre che un ulteriore materiale di studio per appassionati e addetti ai lavori. Paolo Castellani, funzionario storico dell’arte del MiBACT, ha diretto il cantiere e pone l’accento sul tema della reintegrazione: la sua finalità deve essere una restituzione dell’unità e della continuità di lettura del testo figurativo, sempre nei limiti dell’applicazione rigorosa dei principi e dei metodi del restauro moderno. Le mancanze irrecuperabili sono state lasciate a vista con un trattamento a neutro del fondo, mentre si sono risarciti e integrati gli elementi decorativi ripetibili e le partiture architettoniche parzialmente conservate.

Il restauro è stato interamente finanziato dalla Fondazione Silvano Toti, che da anni ha tra i suoi obiettivi la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico e ambientale italiano: questo fondamentale contributo è stato salutato dal direttore del Polo Museale del Lazio, Edith Gabrielli, come esempio di società civile che supporta lo Stato nella conservazione e nella valorizzazione dei propri tesori d’arte. La Sala delle Fatiche di Ercole sarà riaperta al pubblico, con ingresso gratuito, sabato 27 maggio. Dal giorno successivo la sua visita rientrerà nel normale percorso museale.

Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (dopo il restauro) Photo credit: M.Benedetti - A.Corrao
Sala fatiche di Ercole, Affreschi parete con Ercole e Anteo (dopo il restauro) Photo credit: M.Benedetti – A.Corrao

Il rinascimento di Palazzo Venezia, però, non si ferma qui: continua con il restauro della Sala del Mappamondo, un altro gioiello da restituire in tutta la sua bellezza ai visitatori. Ma anche un nuovo itinerario che, quanto prima, includerà il cammino di ronda sui merli, i sottotetti e l’altana panoramica da cui è possibile godere una vista mozzafiato dei tetti della città, della sottostante Piazza Venezia e dell’Altare della Patria. Palazzo Venezia si rivela come lo scrigno di indimenticabili panorami, incantevoli oasi verdi e stanze nelle quali si è fatta la storia d’Italia: è tempo di condividere i suoi tesori ritrovati con tutti coloro che sanno apprezzarne il valore.

museopalazzovenezia.beniculturali.it

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