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Pubblicato il: mar 16 mag 2017
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Sculture di libri di Jukhee Kwon, da Mondadori in Duomo a Milano

Jukhee Kwon's solo exhibition 'Objecthood' | Foto Carlo Beccalli

Jukhee Kwon’s solo exhibition
‘Objecthood’ | Foto Carlo Beccalli

Ogni libro è una scultura sospesa realizzata con volumi antichi, vecchie pubblicazioni di grandi scrittori che hanno fatto la storia della letteratura, tomi talvolta abbandonati
e inutilizzati che l’artista coreana cerca nelle librerie di tutto
 il mondo, tra le edizioni ormai considerate rare. Jukhee Kwon, utilizzando un bisturi, incide a mano ogni libro con la precisione e la pazienza che la sua formazione e dna orientale le hanno insegnato. Le pagine creano sculture scenografiche che si aprono e cadono come fossero cascate di lettere, quasi a voler rappresentare la necessità delle parole di uscire dai libri per essere lette; un elogio al libro stampato che resta imprescindibile anche nel mondo del digitale. Il libro così decostruito si apre espandendosi, divenendo un oggetto che, nella sua nuova forma fisica e metaforica, si sublima come opera d’arte. 

Jukhee Kwon's solo exhibition 'Objecthood' | Foto Carlo Beccalli

Jukhee Kwon’s solo exhibition
‘Objecthood’ | Foto Carlo Beccalli

Jukhee Kwon è nata a Dae-Jun in Corea del Sud nel 1981 e attualmente vive e lavora a Roma. Ha studiato Fine Arts presso la Chung-Ang University in Corea e ha conseguito un Master of Arts presso il Camberwell College of Arts di Londra. L’artista ha esposto nel Regno Unito, in Francia e in Corea. Ha preso parte a progetti speciali quali Dipping into Darkness, Asia House, Londra 2016; The Book of Galileo, Asia House, Londra 2014; Arabesque Dream, Abu Dhabi Art, Beyond Sector, United Arab Emirates 2016 e ha partecipato alla conferenza “Focus on Asia”, New York Book Art Fair 2012. E’ entrata a far parte della collezione permanente del Victoria&Albert Museum di Londra oltre che in importanti collezioni private sia in Asia che negli Stati Uniti. Ha esposto in personali a Londra, Milano, Roma, Parigi, Dubai e in tutto il nord dell’Europa.

Jukhee Kwon's solo exhibition 'Objecthood' | Foto Carlo Beccalli

Jukhee Kwon’s solo exhibition
‘Objecthood’ | Foto Carlo Beccalli

La sua specificità è di saper lavorare con i libri e la carta in modo unico e straordinario, inserendosi in un contesto di artiste che hanno, per esempio, in Sabrina Mezzaqui una delle esponenti più affermate in Italia. Per i prossimi mesi Jukhee Kwon esporrà una sua opera monumentale (“Fromthebooktothespace”, 2011) di 13 metri, in piazza Duomo nel Mondadori Store, risultando come una spettacolare cascata di pagine nella elicoidale scala che porta al terzo piano nella sala eventi. Motivo è l’apertura del progetto Start di Mondadori a cura di Angelo Crespi, in cui ogni mese un artista della street art o del pop verrà esposto e comunicato: una sorta di progetto di Arte accessibile. Accessibilità, per ora, anche per le opere di Jukhee che è un’artista in forte crescita, da seguire con molta attenzione, e da comprare subito.

Tutte le informazioni: http://www.galleriapatriciaarmocida.com/it/esposizioni/objecthood-jukhee-kwon

Jukhee Kwon's solo exhibition 'Objecthood' | Foto Carlo Beccalli

Jukhee Kwon’s solo exhibition
‘Objecthood’ | Foto Carlo Beccalli

Jukhee Kwon's solo exhibition 'Objecthood' | Foto Carlo Beccalli

Jukhee Kwon’s solo exhibition
‘Objecthood’ | Foto Carlo Beccalli

Autore

- Art Advisor per Private Banking e collezioni private internazionali. Collabora in Italia e all’estero con aziende private, fondazioni e con istituzioni pubbliche di assoluto prestigio per la diffusione e qualificazione dell'arte Italiana nel mondo. Ha lavorato come direttore generale in società internazionale leader nell'organizzazione di mostre e nella valorizzazione dei beni culturali all'estero soprattutto in Asia. Ha vissuto a Pechino e viaggiato in Asia per un lungo periodo specializzandosi in arte orientale contemporanea. Tra l'altro ha catalogato il patrimonio artistico di Eni Petroli SpA, ideato e coordinato il progetto culturale Eataly/Duomo di Milano nella sede di Eataly Nyc per l'inaugurazione dell'Expo 2015, curato il Padiglione Lombardia in occasione della 54 Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi


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