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Pubblicato il: mar 09 mag 2017
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Cézanne e Morandi, la pittura è essenziale. Un colto dialogo alla Villa dei Capolavori

Due giganti a confronto alla Fondazione Magnani Rocca (Mamiano di Traversetolo, Parma). Dal Museo Puškin di Mosca, per la prima volta in Italia, arriva alla Villa dei Capolavori un’opera di Paul Cézanne appartenente al famoso ciclo dei Bagnanti, Baigneurs del 1890-1894. Il prestigioso prestito diventa occasione per un riallestimento al piano superiore della Villa. In tre sale vengono accostate le opere di due fra i più importanti e rivoluzionari artisti contemporanei: Paul Cézanne (Aix-en-Provence, Francia, 1839 – 1906) e Giorgio Morandi (Bologna, 1890 – 1964).

Cézanne/Morandi Fondazione Magnani-Rocca

Paul Cézanne, Baigneurs, 1890-1894, olio su tela © The State Pushkin Museum of Fine Arts, Mosca

I due pittori, entrambi scelti da Luigi Magnani (artefice della Fondazione Magnani-Rocca), sono fondamentali presenze per questa collezione d’arte privata. Già nel 1983, l’importanza dei due pittori era manifesta negli intenti della mostra “Da Cézanne a Morandi e oltre”, allestita nella Villa di Mamiano ancora abitata dal collezionista. Cézanne e Morandi: una ricerca comune nella meditazione sui paesaggi e l’analisi spaziale delle nature morte caratterizzate da pochi e riconoscibili soggetti. Un attento scrutare dei lenti mutamenti della natura. Cézanne: un esploratore della struttura dell’immagine. Il pittore francese parte dal paesaggio come studio delle forme ai suoi termini essenziali, eleggendo in particolare la frutta come alleata contro l’inesorabile intervento del tempo, modificatore per definizione.

Magnani acquista del maestro francese diversi acquerelli, tecnica che forse meglio racconta la fugacità fenomenica del tempo. Attraverso i brevi tocchi abilmente studiati nella perfetta mescolanza di pigmenti e solventi, Cézanne costruisce un audace sistema prospettico che analizza gli oggetti da diversi punti di vista. Il tutto viene tradotto nella dichiarazione sulla necessità di “trattare la natura per mezzo del cilindro, della sfera, del cono, il tutto messo in prospettiva, in modo che ogni lato di un oggetto, di un piano, si orienti verso un punto centrale”.

Una ricerca spaziale, questa, che non poteva rimanere indifferente a Morandi, che inizia il suo percorso proprio sotto l’influenza cezanniana. Morandi ha infatti modo di studiare i quadri di Cézanne e di visitare l’Esposizione Internazionale di Roma del 1911, che dedicava un’intera parete agli acquerelli dell’artista provenzale. Gli esordi del pittore bolognese analizzano la realtà per sintesi geometrica.

Cézanne/Morandi Fondazione Magnani-Rocca

Giorgio Morandi, Natura morta con frutta, 1927, olio su tela

Una produzione, quella di Morandi, caratterizzata da un uso di toni contrastanti, predilezione per la strutturazione di spazi e masse, pittura dei luoghi familiari e di affezione. Esemplare in questo senso è Cortile di via Fondazza (1954) reso per solidi e geometrie nel contrasto di luce-ombra. Il Paesaggio di Grizzana (1943) racconta il legame del pittore bolognese con l’Appennino emiliano, tanto importante come fu la montagna Sainte-Victoire per Cézanne.

Punti comuni. Nature morte e utilizzo dell’acquerello. Negli ultimi anni della sua vita Morandi segna sulla carta la traccia liquida e fuggente delle cose. Gli oggetti della realtà diventano specchio del sé. Le bottiglie, come la frutta per Cézanne divengono elementi neutrali di cui studiare sfumature e minime variazioni.

Cézanne/Morandi Fondazione Magnani-Rocca

Paul Cézanne, Tasse et plat de cerises, circa 1890

Entrambi refrattari alla raffigurazione delle figure umane, fanno solo brevi eccezioni. Morandi realizza infatti pochi autoritratti e una veloce incursione sul tema classico delle bagnanti nel 1915. Cézanne d’altra parte, rielabora un tema dipinto all’inizio della carriera e sviluppato poi sul finire della sua vita: l’inserimento di figure semi-astratte nel paesaggio, nudi o semi-nudi sulle rive del fiume, noti come bagnanti (uno dei quali Esquisse de baigneuses del 1900-1906, fu acquistato da Luigi Magnani per la sua raccolta). Dalla figure di Cézanne che diventano archetipiche, disanimate e prive di soggettività, monumentali e proporzionalmente geometrizzate si arriva alle bottiglie e gli oggetti disposti sulle tele di Morandi.

L’opera di Cézanne del Museo Puškin è un unicum in questo senso. Rappresenta, infatti, un nuovo idillio della contemporaneità, senza connotazione temporale. Le figure maschili si articolano geometricamente e costruiscono due triangoli e due diagonali che si incontrano. Si scorge una simmetria di corrispondenze che coinvolge anche la natura circostante, in cui gli alberi assecondano le stesse posizioni umane.

Cézanne/Morandi Fondazione Magnani-Rocca

Paul Cézanne, Paysage Provençal, 1900-1904, matita e acquerello su carta

La pennellata lascia percepire una costruttiva incompletezza che dà la precedenza al senso della composizione e della contemplazione attraverso il colore e i volumi. La solidità architettonica, evidente nell’opera proveniente da Mosca, si caratterizzerà di una potenza sempre più rivoluzionaria, sino alle ultime versioni delle bagnanti femminili, visioni predittive che hanno influenzato radicalmente i protagonisti delle avanguardie artistiche, tra cui il Cubismo, e della pittura di ricerca, Morandi incluso.

Cézanne/Morandi Fondazione Magnani-Rocca

Giorgio Morandi, Paesaggio, 1943, olio su tela

Informazioni utili

Cézanne/Morandi. La pittura è essenziale

Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo
(Parma).

Dal 22 aprile al 10 settembre 2017

A cura di Stefano Roffi

Orario

Dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18 (la biglietteria chiude alle 17)
Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.

Ingresso euro 10,00 valido anche per le raccolte permanenti e per la mostra ‘Depero il mago’. Euro 5,00 per le scuole.
Tel. 0521 848327 / 848148 info@magnanirocca.it

Autore

- Classe 78. Laureato in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano


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