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Pubblicato il: gio 13 apr 2017
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Sale l’arte orientale. Record per il cinese Hsiao Chin da Sotheby’s

Hsiao Chin (Xiao Qin) B.1935 LA DANZA DI LUCE 16 executed in 1963 signed in Pinyin and Chinese, dated 64; titled in Chinese and Italian on the reverse acrylic on canvas 90 by 140 cm; 35 1/2  by 55 1/8  in. Estimate  500,000 — 800,000  HKD LOT SOLD. 2,500,000 HKD (321,725 USD)

Hsiao Chin (Xiao Qin) B.1935
LA DANZA DI LUCE 16
executed in 1963 signed in Pinyin and Chinese, dated 64; titled in Chinese and Italian on the reverse acrylic on canvas
90 by 140 cm; 35 1/2 by 55 1/8 in.
Estimate 500,000 — 800,000 HKD LOT SOLD. 2,500,000 HKD (321,725 USD)

 

Hsiao Chin, legato da sempre all’Italia, è il fondatore del movimento Punto e astrattista di fama mondiale

La scorsa settimana si è svolta ad Hong Kong l’asta di Sotheby’s dedicata all’arte contemporanea cinese. La Modern and Contemporary Asian Art ha realizzato in due giorni la cifra di HK $ 262 milioni / US $ 33.590.000, stabilendo record di prezzo per tre artisti: Chin-San, Hsiao Chin e Hsia Yan. L’Evening Sale ha registrato tassi eccezionali sell-through del 93% e 90%. Secondo Sotheby’s questo dimostra come sia in crescita significativa il numero di nuovi collezionisti interessati all’arte contemporanea orientale.

Da segnalare il nuovo assoluto record di Hsiao Chin con il dipinto “La danza di luce 16″ (Lotto 1017): inizialmente presentato con una base d’asta tra i 500.000 e gli 800.000 HKD è stato aggiudicato a 2.500.000 di HKD superando ogni aspettativa (circa 300.000 euro partendo da una base d’asta di 60.000 euro).

“La danza di luce 16” è un capolavoro dal periodo maturo dell’artista, che racchiude l’orbita di esplorazioni artistiche di Hsiao Chin, evoluzioni e trasformazioni all’interno della filosofia orientale e dell’estetica occidentale, e che esemplifica alla perfezione la capacità di sintesi tra pittura cinese moderna e le tendenze artistiche internazionali.

Interessante sapere che Hsiao Chin, nato a Shangai nel 1935, ha vissuto a lungo in Italia, diventando uno dei protagonisti della grande stagione artistica milanese tra gli anni Sessanta e Settanta, soprattutto con la sua adesione al movimento Punto. Due anni fa la galleria Robilant+Voena gli ha dedicato una retrospettiva tesa a illustrarne il percorso artistico (tra Cina, Spagna e Italia) che lo pone come uno dei maestri dell’astrazione internazionale, declinata con una tecnica e uno stile particolarissimi: le sue opere si compongono di larghe stesure, superfici vibranti e incorporee, connotate dalla fluidità e levità delle cromie, in composizioni rarefatte e spirituali. Vi si possono rintracciare evocazioni della tradizione non-figurativa occidentale del XX secolo, tra Klee e Kandinsky, Mirò e Mondrian, Malevich e Rothko: tuttavia è come se nell’opera di Hsiao Chin questa tradizione venisse intenzionalmente filtrata attraverso una diretta relazione con la dimensione del fluire dell’universo stesso e della vita che vi scorre, in una visione insieme dinamica e contemplativa, più tipica delle filosofie orientali.

In generale quest’ultima asta dimostra la vitalità dei mercati asiatici, come ben analizzato dall’ultimo report di Art Price: nel 2016, il fatturato per le aste d’arte in Cina si è attestato a 4,79 miliardi di dollari, pari al 38% della quota di mercato globale, con un aumento dell’8% dal 2015 che ha portato la Cina in testa alla classifica mondiale (superando gli Stati Uniti che hanno fatturato 3,5 miliardi di dollari nel 2016).

Modern and Contemporary Art Evening Sale
2 APRILE 2017 | HONG KONG
www.sothebys.com

Autore

- Art Advisor per Private Banking e collezioni private internazionali. Collabora in Italia e all’estero con aziende private, fondazioni e con istituzioni pubbliche di assoluto prestigio per la diffusione e qualificazione dell'arte Italiana nel mondo. Ha lavorato come direttore generale in società internazionale leader nell'organizzazione di mostre e nella valorizzazione dei beni culturali all'estero soprattutto in Asia. Ha vissuto a Pechino e viaggiato in Asia per un lungo periodo specializzandosi in arte orientale contemporanea. Tra l'altro ha catalogato il patrimonio artistico di Eni Petroli SpA, ideato e coordinato il progetto culturale Eataly/Duomo di Milano nella sede di Eataly Nyc per l'inaugurazione dell'Expo 2015, curato il Padiglione Lombardia in occasione della 54 Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi


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