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Pubblicato il: gio 16 mar 2017
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La Tartaruga Rossa, al cinema un nuovo film prodotto dallo Studio Ghibli

la_tartaruga_rossaLa Tartaruga Rossa, al cinema il 27, 28 e 29 marzo il film coprodotto dallo studio Ghibli e candidato al premio Oscar Miglior film d’animazione 2017.

Attraverso la storia di un naufrago su un’isola tropicale deserta e popolata di tartarughe, granchi e uccelli, La tartaruga rossa, il film di Michael Dudok de Wit candidato al premio Oscar come Miglior film d’animazione 2017, racconta le grandi tappe della vita di un essere umano attraverso la poetica dello «struggimento».
Quello che pervade La Tartaruga Rossa  è un sentimento difficile da definire, è  una vibrazione sottile ma decisa, subito riconoscibile. È un’aspirazione verso qualcosa che sembra inaccessibile, un grande desiderio silenzioso e profondo, l’uomo abbandonato di fronte alla natura -magnifica e terribile allo stesso tempo – si ritrova al cospetto di una forza violenta che lo invade, portandolo alla ricerca di un vuoto da colmare. È una mancanza dolorosa eppure molto bella. la_tartaruga_rossaNel film, prodotto dalla Studio Ghibli, il tempo procede in maniera circolare: le generazioni si susseguono, la natura si rigenera. Il figlio compie gli stessi gesti del padre, supera gli stessi scogli, subisce gli stessi pericoli.

La Tartaruga Rossa utilizza il tempo per parlare dell’assenza di tempo, le musica della (splendida) colonna sonora fa da contraltare all’assordante silenzio.

La musica, composta da Laurent Perez del Mar, assume un ruolo di primo piano data l’assenza di dialoghi.

la_tartaruga_rossaÈ un film che, nel rappresentare il cilclo della vita, sa essere violento, racconta anche la realtà e la crudeltà della morte. Il cuore della Tartaruga Rossa è il ciclo della vita, raccontato in maniera molto pudica, con grande naturalezza e una grazia disinvolta. Una sinfonia straziante che si fa strada tra una carrellata di immagini mozzafiato in cui palette dai toni tropicali si inseguono l’un l’altra.

Una visione di una poesia delicata ma implacabile, che ricorda la poetica di un’altra “naufraga” dell’animazione francese, Louise.  Le stagioni di Louise è un film che procede in bilico tra toni lirici, malinconici e surreali, spesso cupi. “Il mare d’inverno è un pensiero che nessuno mai considera”. Louise ha così modo di riflettere sul proprio passato, tra sogni e ricordi alla ricerca dei tasselli mancanti della propria storia. Un trauma misterioso si cela difatti nella sua gioventù. Per Louise questa vacanza forzata si rivela un percorso a volte triste, ma molto rivelatore.

La Tartaruga Rossa  naturalmente ha spazio per una componente dedicata all’amore, ma anche un sospetto di crudeltà e di ineluttabilità. Prendiamo ad esempio la scena del granchio, catturato e ma subito liberato dal bambino. La sua è una libertà fugace, viene catturato subito dopo da un gabbiano.
Anche attraverso sogni e visioni, accadimenti magici e sovrannaturali, il destino che incombe non può che essere, placidamente, accolto.

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