
Quanti respiri occorrono per realizzare un buon disegno? Tanti.
Sembra che le mostre siano fatte soltanto di opere appese o sedute. No. Le opere che vedi attorno a te sono tanti respiri o un solo lungo infinito respiro.(tratto da “Il Disegno” di Omar Galliani, 2004)
Sono tanti i giovani respiri creativi che riempono gli spazi dell’Associazione Culturale Antonello da Messina di Legnano. Una ventina per l’esattezza, direttamente dall’Accademia braidense di Milano. Dalla scuola di pittura di Omar Galliani alla Contrada di San Domenico nella città della Sagra del Carroccio (quello vero, non il fantoccio folkloristico politico contemporaneo). All’ombra degli stendardi bianco-verdi della prima vincitrice del palio (con annessa e connessa benedizione del santo di Guzman) e di quella artistica del “maestro del disegno” Galliani, va in scena il meglio della pittura “accademica” meneghina. Nel segno del Disegno, e non poteva essere altrimenti. Denominatori comuni: figurazione, materia, respiro del “classico” e richiamo al “mito”. Concretezza e narrazione visiva tradotte in diverse tecniche/maniere, dalla grafite al pastello, dalla fotografia alla videoarte. Unica pecca: “dimenticanza” didascalica, come spesso maldestramente accade. Un minimo di biografia, titolo, concetto e riferimento alla tecnica utilizzata per le opere era fondamentale. Amen, la qualità è nel complesso buona, anche se non compensa la mancanza, lasciando troppo spazio all’interpretazione (a qualcuno va bene, a qualcuno no..).
Tra i vari lavori esposti, segnaliamo i volti acrilici di Carolina Corno impressi su tavole di vinili, 33 giri di note artistiche; i sudari laici appesi in serie di Maryam Aeenmehr, che svelano al loro interno corpi e visi affioranti nella potenza del nero; il ritratto iperrealista bianco-nero destrutturato e ricomposto di Marco Corridoni, realizzato a pastello su un puzzle di scatole alimentari (“Fragile”, 2015). La tela di Angela Marchetti: un ramo contorto al centro della scena dalla cui torsione si sprigionano dinamicamente ai lati formazioni naturali al limite dell’umano (figura a dx), che contengono in sè – nel giro fecondo del nodo – il cuore, la forza, della creazione naturale. Sempre nel segno del tratto fluido-dinamico del nero. E ancora, l’origamo minerale di Simone Masetto e le storie pittoriche frammentate di Elena Bisoglio.
A proposito di “storie”, una menzione speciale va alle due opere di Sofia Bersanelli, milanese classe 1993. Due creazioni che a loro volta ne contengono in sè molte altre. Il trittico fotografico “Epifanie fossili”, “riflessione sull’esperienza del tempo e sulla trasformazione dell’immagine“, dialettica tra dimensioni esistenziali, dalla sacralità al concetto di tempo, la precarietà di un attimo. Così un primo sguardo religiosamente e fugacemente rubato (a sx), rapisce e si smaterializza in una costellazione celeste sospesa sulla materialità dell’asfalto – al cui centro gravita un fiore schiacciato (e forse nei petali si concretizza) – per poi scivolare dalle scale dalla parte (parete?) opposta dove il buio si squarcia alla luce. Così come il video (“Sotto il portico”) dove la giovane artista registra e condensa in 5 minuti la poesia di un momento, una “riflessione sull’attesa destinata a diventare luogo di un innamoramento“: immagini evanescenti di elementi naturali, attimi umani, ombre, luci e incroci trasportati dalla recita di versi (evocativi) che accompagnano il fruitore verso l’essenza, l’origine delle cose. Soffioni e pozzanghere che giocano con i riverberi della luce, torsioni del corpo – collo e mani che definiscono una ricerca dell’eleganza del corpo – filtrati attraverso le trasparenze deformanti della lente e del vetro, passati (“sporcati”) e immersi a loro volta nella pellicola dell’acqua. Un fluido poetico che immortala (con dedica) un incontro.










INFORMAZIONI UTILI
Mostra Collettiva di pittura. Dalla scuola di pittura di Omar Galliani (Accademia di Belle Arti di Brera e i suoi allievi).
Associazione Arte e Cultura e Comunicazione “Antonello da Messina”, Legnano (MI), Via Roma 17.
Orari: 16-19, tutti i giorni esclusa la domenica.
Ingresso libero.




