meeting art istituzionale
Pubblicato il: lun 08 Giu 2015
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Overture

capo_di_ponte_val_camonica

Non sono uno scrittore e non ho mai voluto esserlo.
E nemmeno sono in grado scrivere come tale.
Ma mai come ora sento la necessità di farlo e quindi lo faccio.
Con tutta la verità che posso.
Perché la vita é come un’anguilla, quando pensi di averla catturata ti é giá scivolata dalle mani.

Mai come oggi vedo le cose ridelinearsi con limpidezza, incise in punta d’acciaio su lastra.
Ho molte cose da dire.
Voglio esercitare la mia libertà, quella necessitá strutturale di voler esistere ed essere.

Credere ancora a quell’esigenza di giustizia, verità e grandezza che mi strozza lo stomaco ogni volta che la vedo tradita.

Il mondo che abbiamo prodotto é tremendo.
Stiamo lasciando dietro di noi morte, spazzatura e burocrazia.
Stiamo lasciando ai nostri figli un mondo di regole ciniche che ingabbiano la persona e la dirigono solo dove determinati poteri vogliono.
L’esubero dei doveri ha fatto in modo che non ci sia piú tempo per esercitare i diritti.
L’urgente ha sostituito l’importante, l’utile il fondamentale.
L’eccesso di regole ha fatto in modo che non ci sia nessuna possibilità per fiduca, autocrazia e libero arbitrio.
L’evasione delle leggi che ci imprigionano é divenuto il peggiore dei mali. Uscire fuori dal percorso delineato la peggiore delle anarchie.
Viviamo imbottigliati in percorsi burocratici sordi e ciechi; schiacciati da termini, scadenze, responsabilità ed ancora altre nuove regole.
Tanto da non sapere più se quello che facciamo risponde ad una nostra necessità o ad una altrui.

E poi quel desiderio che spinge contro le pareti del cervello per potersi divincolare.
Quel desiderio di poter ancora esistere e generare.

Perché l’arte é sorgente di pensiero libero: non puó esistere senza libertà.
E senza libertà non puó esistere nemmeno l’essere umano.
Quello stesso meraviglioso essere che millenni d’anni fa incideva nella roccia, in quell’attimo scintillante e fulmineo, il senso della sua esistenza e la scoperta del mondo.

Perché l’arte sí, chiamatela utopia, può cambiare il mondo.

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Displaying 1 Comments
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  1. Giuseppe Bombaci ha detto:

    Molto vicino al tuo pensiero …nella mia terra si dice che ” una noce in un sacco non fa rumore, ma due si ”
    Quindi caro Paolo continua …molti di noi saranno vicini al tuo pensiero.

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