Meeting Art
Pubblicato il: mar 03 mar 2015
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Giorgio Morandi a Roma. Il Vittoriano racconta l’intero cammino dell’artista

Giorgio Morandi

Giorgio Morandi
Natura morta 1957
olio su tela cm 36,5×46,5
Siena, Pinacoteca Nazionale (Collezione Cesare Brandi)
Foto su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Siena e Grosseto

28 febbraio – 21 giugno 2015, Complesso del Vittoriano, Roma

Dopo le mostre dedicate a Renato Guttuso e a Mario Sironi, il Vittoriano continua il suo percorso sui grandi pittori italiani del Ventesimo secolo con Giorgio Morandi, di cui Cesare Brandi curò un’esposizione postuma nel 1973 alla Gnam di Valle Giulia.

Maria Cristina Bandera, direttrice della Fondazione Longhi e specialista di Morandi (curatrice nel 2008 di una importante mostra al Metropolitan Museum di New York dedicata al pittore bolognese), ha ricostruito in questa esposizione, attraverso un percorso tematico e cronologico, la sua vicenda artistica attraverso quasi 150 opere, tra cui 100 dipinti a olio, alcuni disegni, acquerelli e incisioni.

Giorgio Morandi

Giorgio Morandi nel suo studio.
Fotografia di Herbert List
© Herbert List / Magnum Photos

Proprio per la sua raffinata attività di incisore ottenne, nel 1930, ‘per chiara fama’ (senza concorso) la cattedra di incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tenuta per 26 anni, e il Gran Premio per l’Incisione alla Biennale di San Paolo in Brasile nel 1953. Questa mostra costituisce una preziosa occasione per ammirare le incisioni dell’artista affiancate alle rispettive matrici in rame, conservate all’Istituto Nazionale per la Grafica.

Giorgio Morandi

Giorgio Morandi Natura morta 1953
olio su tela cm 35,5 x 45,5
Mamiano di Traversetolo – Parma, Fondazione Magnani Rocca
© 2015 Foto Scala, Firenze

Molte opere esposte provengono, oltre che da importanti istituzioni pubbliche, da collezioni private e offrono al visitatore una completa visione del percorso artistico, del modus operandi e della spiritualità condensata nell’essenza di Morandi. Attraversa i primi sessant’anni del Novecento, inizia con lo studio dei grandi maestri della pittura italiana (Giotto, Piero della Francesca e Caravaggio), per poi approdare all’arte contemporanea, Cézanne, Carrà e de Chirico che incontra alla Galleria Borghese nel 1919 e che lo porta ad elaborare la sua “metafisica degli oggetti comuni”.

Nel 1922 Giorgio de Chirico, a proposito di Morandi, scrive: “Egli cerca di ritrovare e di creare tutto da solo: si macina pazientemente i colori e si prepara le tele e guarda intorno a sé gli oggetti che lo circondano… Egli partecipa in tal modo del grande lirismo creato dall’ultima profonda arte europea: la metafisica degli oggetti comuni”.

Ben presto diventa autonomo rispetto alle avanguardie, negli anni Trenta la forma tende a dissolversi e negli anni Quaranta si dedica alle acqueforti e alla ricerca della densità della materia pittorica. Un uomo schivo, il cui universo (ricostruito in mostra attraverso alcune foto, lettere e oggetti), era circoscritto alla sua città, al suo cortile, alla sua camera-studio e al paese dell’Appennino dove andava in vacanza.

Così i suoi temi: Nature morte, Paesaggi e Fiori, reiterati con delicate variazioni, come fotogrammi di una sequenza filmica, progressivamente distillati, sottoposti a un processo di rarefazione e sofisticazione del colore. Gli oggetti selezionati con cura affollavano il suo studio di via Fondazza, uno spazio fisico ma soprattutto mentale, e costituivano solo il punto di partenza della sua creazione, il suo arrivo era “l’essenza delle cose”.

Giorgio Morandi

Fiori
olio su tela 1950-1951 cm 26 x 35,2
Collezione privata

Una pittura intrisa di spiritualità e lirismo, la sua era una tavolozza terrosa ed evanescente e rari, come lampi, gli inserti cromatici brillanti. Negli ultimi anni predilige gli acquerelli, trasposizione liquida dell’essere, una realtà sempre più immateriale, come le conchiglie in Natura morta 1943 (collezione privata). Neanche il successo, le sue opere sono state sui set di Federico Fellini (Dolce vita 1960) e di Michelangelo Antonioni (La notte 1961), lo distrasse dalla sua ascetica integrità e ricerca interiore.

Giorgio Morandi

Paesaggio (Paesaggio con i fili della luce) 1940
olio su tela cm 34,5×31
Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi
Foto Claudio Giusti – Lastra a Signa, Firenze

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INFORMAZIONI UTILI:

GIORGIO MORANDI 1890 – 1964
28 febbraio – 21 giugno 2015
Complesso del Vittoriano, Ala Brasini
Salone delle mostre temporanee
Via San Pietro in Carcere, Roma

ORARI
dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 22.00; domenica 9.30 – 20.30
La biglietteria chiude un’ora prima

COSTO DEL BIGLIETTO
€ 12,00 intero; € 9,00 ridotto

Per maggiori informazioni:
tel. 06/6780664

Guarda qui il video della visita in anteprima di Vittorio Sgarbi alla mostra

Autore

- Arte, viaggi lettura/scrittura dipendente. Ha conseguito due lauree all'Università di Roma La Sapienza: Lettere (magistrale cum laude, indirizzo storia dell'arte, tesi in Iconografia e Iconologia) e Lingue e Civiltà Orientali (indirizzo indologico, tesi in Archeologia e Storia dell'arte dell'India e dell'Asia Centrale). Ha ultimato il Corso di Perfezionamento in New Media e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Roma di Tor Vergata (storia e tecnica del linguaggio cinematografico e videografico, cibernetico e multimediale; comunicazione e pubblicazione via rete; presentazione e composizione editoriale, teoria e tecnica della comunicazione di massa, organizzazione museale e new media; linguaggi ed evoluzione delle strategie di comunicazione in arte). Ha organizzato mostre ed eventi culturali.


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