19 Settembre 2026 09:29

Intervista a Valerio Tazzetti, tra gli italiani presenti a Paris Photo

GABRIELE BASILICO Beirut, 1991 - Gelatine silver print (2006) - cm.50x60
GABRIELE BASILICO Beirut, 1991 – Gelatine silver print (2006) – cm.50×60

La città di Parigi, dal 13 al 16 novembre, si trasforma in capitale della fotografia. Con la presenza di 35 Paesi del mondo, 143 gallerie internazionali e 26 dealers di libri d’artista, si apre la 18esima edizione di Paris Photo.

Valerio-TazzettiÈ un piattaforma di grande richiamo che offre tutte le declinazioni della fotografia, da quella storica alle tendenze della contemporaneità.

Tra gli italiani presenti a Paris Photo, Valerio Tazzetti della Galleria Photo&Contemporary di Torino, dagli anni ’80, tra i più attenti osservatori dei linguaggi dell‘arte contemporanea e promotore dell’arte italiana all’estero.


Quali sono in dettaglio i lavorie gli autori esposti?
Qual è il programma di Photo&Contemporary di Torino  a Paris Photo?

Per la prossima edizione di Paris Photo 2014, ho proposto una selezione incentrata sul paesaggio e modulata sulla documentazione e sui  cahiers de voyage interpretati dalla genialità e dalla personalità di diversi autori.  È la rappresentazione di  artisti che utilizzano il medium fotografico per registrare il rapporto tra l’approccio documentaristico e la creazione di un modello di paesaggio, utilizzando tecniche diverse.

Il viaggio di Gabriele Basilico a Beirut nel 1991 alla fine della guerra civile racconta, attraverso immagini indimenticabili, una città vuota e ferita ma non completamente distrutta. Sono fotografie di rovine della contemporaneità che ci rimandano alle rovine dipinte nei quadri antichi o trasmesse nelle incisioni di Piranesi.

Ci sarà anche una serie vintage del Viaggio in Italia di Luigi Ghirri, il primo italiano che ha rappresentato il nuovo sguardo critico sul paesaggio contemporaneo europeo, uno sguardo che riconduce alla ricerca dello stesso periodo degli americani William Eggleston, Stephen Shore e Joel Meyerowitz.

Il giapponese Hiroyuki Masumaya viaggia tra spazio e tempo sulle tracce dei pittori dell’Ottocento e ripercorre tappe del Grand Tour di J. W.M. Turner del 1840, tra Londra, Venezia e Roma, scattando foto dalle stesse posizioni dell’artista inglese. Attento ai cambiamenti di luce  e di atmosfere Masumaya riesce a ottenere degli effetti quasi impressionisti nella fotografia.

Paris-Photo-LUIGI GHIRRI
LUIGI GHIRRI Castelli Romani, Albano, 1982 – Vintage C-Print – cm.40×50

 

Paris-Photo-HIROYUKI MASUYAMA J.M.W.TURNER
HIROYUKI MASUYAMA J.M.W.TURNER, Palazzo Balbi on the Grand Canal, 1840 _ 2010 – Led Lightbox cm.20,6×29,9×4

Francesco Bosso invece, interpreta l’Islanda con un bianco e nero dai forti contrasti. Concentrato sull’idea della trasformazione dell’ambiente naturale, il tedesco Thomas Wrede è sempre alla ricerca di luoghi speciali per collocare i suoi modellini di case, alberi, automobili ecc. per realizzare dei paesaggi immaginari creando dei fuori scala.

Paris-Photo-FRANCESCO BOSSO
FRANCESCO BOSSO Night Light, Iceland 2012 – Gelatine silver print, selenium toned – cm.53×42

Di Giovanni Gastel porto a Parigi la serie di lavori sulle Piscine del Foro Italico a Roma, pubblicate nel 2008 dal settimanale Vanity Fair. In questo caso l’arte di riferimento è quella italiana della metà del secolo scorso con i mosaici di Giulio Rosso all’interno della struttura natatoria firmata da Costantino Costantini . È un viaggio nel tempo attraverso un’architettura degli anni Trenta con gli imponenti mosaici di atleti e nuotatori messi a confronto con i corpi sinuosi delle modelle.

Paris-Photo-GIOVANNI GASTEL
GIOVANNI GASTEL Untitled, Roma, 2008 True Black Fine-Art Giclèe on Baryta Silver Rag paper – cm.82×103

La fotografia, come medium tra i generi di arte contemporanea, sta attraversando un momento felice nell’ambito delle fiere del contemporaneo?

Dopo le fiere  più importanti della stagione autunnale  di arte contemporanea, secondo me, sono sempre in prima linea i nomi  superconsolidati, ma non ho visto grandi novità e ho l’impressione e non ci sia  più quella attenzione al medium fotografico che c’è stata e che ha prodotto comunque un eccesso, una sovraofferta. In questo momento c’è un ritorno di interesse sia dalla critica sia dal pubblico nei confronti della pittura che poi prende diverse strade e diverse forme.

Mi pare che l’unica strada interessante per la fotografia sia quella che tende a porsi degli obiettivi di astrazione. E mi pare di notare in questo campo dei lavori interessanti anche di nomi noti  come quelli del tedesco Thomas Ruff o dell’italiano Silvio Wolf o anche progetti di giovani fotografi. È il tentativo di lavorare senza la macchina, sul fotogramma, sull’astrazione, sulla digitalizzazione, sulla manipolazione delle immagini. La resa poi  comunque è su carta fotografica.
La mia sensazione è che debba succedere qualcosa di nuovo.
Detto questo, il mercato della fotografia nel suo specifico non è in crisi. Si moltiplica il pubblico come si moltiplicano gli acquirenti, gli eventi e le esposizioni. Si può parlare di mercato solido con crescita graduale, più lenta ma più equilibrata  e  costante.

Paris Photo 2014 – 13/16 novembre