“Oltre lo sguardo”. Mondi imprigionati nelle iridi

Villa Reale di Monza. “Oltre lo sguardo” il parco? Anche, ma sarebbe limitato a 700 ettari di “banalissimo” tappeto verde. Troppo facile, troppo materiale. “Oltre lo sguardo” fino al 6 aprile c’è solo il mondo impressionato a pellicola di Steve McCurry. A pellicola, in digitale, non importa. Il mondo, meglio, i mondi palpitanti che si riflettono da quelle iridi dannatamente verdi delle sue, ormai, icone e si sciolgono nelle lacrime di un bimbo andino che si punta una pistola giocattolo alla tempia.
Un condensato di umanità sublime che trasuda empaticamente da ogni volto cristallizzato dalla sua Nikon. Tralasciando retoriche scadenti sulle varie “dimensioni metafisiche raggiunte dagli inimitabili ritratti del più grande fotografo del mondo” e bla bla bla tutte quelle balle ripetute identiche un miliardo di volte sull’opera, ovviamente magistrale, di McCurry, di una cosa siamo certi: la mostra è molto bella, l’allestimento di più.





Quando c’è di mezzo l’architetto ad allestire un’esposizione sono problemi, raccontano spesso i curatori. Vero, ma non sempre, almeno in una mostra di fotografia. In questo caso, Peter Bottazzi, l’architetto appunto, ha “decorato” di travi, scale, pali e svariate strutture di legno più o meno invadenti le sale del secondo piano nobile della Villa fresco di restauro.
Invadenti, in senso assolutamente positivo: una traccia potente, un segno che penetra le stanze spoglie ispirandosi alle installazioni di arte contemporanea, scandendo a ritmo di “pioli” i vari temi iconografici cui si compone la mostra.
Fusione espositiva: l’ombra di vetro frantumata dal terremoto, ad esempio, si riflette nello specchio di una camera degli Appartamenti privati; dalle porte lasciate intenzionalmente aperte degli sgabuzzini reali si può essere travolti dalla tempesta di sabbia che avvolge di rosso le ragazze nel Rajhastan. Insomma, la mostra e la Villa diventano realmente un tutt’uno “dove uno esalta l’altro incessantemente”.






Creando supporti creati ad hoc per ogni opera e sezione, Bottazzi ha incastonato senza appenderle, per fortuna, le meraviglie fotografiche di Steve McCurry in un gioco di rimandi fatto da linee di fuga e riflessi che si confondono con le architetture reali della Villa. Senza scadere nel banale ha racchiuso l’universo di esperienze ed emozioni che emana dagli scatti in scenografie teatrali tanto da conferire quel quid in più alle solite rassegne fotografiche serialmente e tristemente appese.
La bella afghana dagli occhioni verdi fieri che ha commosso mezzo mondo, e le tasche patinate della National Geographic nel 1984, la troviamo relegata, anche qui nota positiva, in un’ideale Galleria del Ritratto in cui si scambia sguardi attraverso scale incrociate con altra fanciullezza dalle pelle dorata e le iridi blu. Un ping pong di sguardi che alterna occhi liquidi avvolti da turbanti al De Niro del progetto realizzato da McCurry con l’ultimo rullino prodotto da Kodak.
Finalmente la cara Sharbat Gula non è sfruttata come copertina richiama folle “perchè solo quella la gente conosce” ma si confonde nelle atmosfere orientali della mostra.





In esposizione, comunque, c’è un po’ tutto quello che la macchina fotografica di McCurry ha visto barcollando a tracolla sulla sua spalla in giro per il mondo. Quarant’anni di viaggi raccolti in 150 immagini: l’Oriente, i templi cambogiani mangiati dalla giungla, i bambini soldato, i pescatori sugli steli cingalesi, le Torri Gemelle che si sbriciolano, i paesaggi africani, i canali di Venezia. Un compendio di dignità assoluto.
Poi c’è quel bimbo tibetano avvolto in una coperta come un Gesù Bambino di qualche presepino himalayano che ti fa piangere per la dolcezza che trasmette. E’ sospeso nel vuoto tra secondo e piano terra. Oltre il suo sguardo, metafisicamente, la tenerezza e l’amore; oltre il suo sguardo, fisicamente, voli al piano di sotto. “Oltre lo sguardo” di Steve McCurry, Villa Reale di Monza.



“Ho imparato ad essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te”. (Steve McCurry)



















Crediti fotografici: Franco Ricci © ArtsLife
Testo: Luca Zuccala
INFORMAZIONI UTILI
Steve McCurry. Oltre lo sguardo.
Villa Reale di Monza
Dal 30 Ottobre 2014 al 06 Aprile 2015
A cura di Biba Giacchetti, Peter Bottazzi
Biglietto:
intero € 12, ridotto € 10 (gruppi di almeno 15 persone, insegnanti e apposite convenzioni), ridotto speciale € 4 (scuole e minori di 18 anni), gratuito minori di 6 anni, disabili e accompagnatore, tesserati ICOM, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti
Info: 199151140; [email protected]



