Pubblicato il: mer 12 set 2012
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La Mezzaluna fertile di Kiefer

Anselm Kiefer
The Shape of Ancient Thought, 2012
Electrolysis on photographic paper mounted on lead sheet
307x440x4 cm
ⓒAnselm Kiefer
Photocredit: Charles Duprat
Courtesy Lia Rumma Gallery, Milan/Naples

“Che cos’è la storia? La storia non esiste in modo obiettivo. È puramente soggettiva. È nelle mani degli artisti, come lo era nelle mani di Dio nella Genesi. È ciò cui, innanzitutto, si deve dare forma. Che cosa fa l’artista? Disegna connessioni. Tesse l’invisibile trama tra le cose. Si tuffa nella storia, sia essa la storia del genere umano, la storia geologica del pianeta o l’inizio e la fne dell’universo conosciuto. Per la scienza o la politica l’arte non ha un uso tangibile; eppure, senza l’arte non c’è nulla. Che siamo indifferenti al lavoro degli artisti, o che le parole del poeta rimangano non lette, sappiamo che quando tutto sarà fnito, l’arte continuerà.” Anselm Kiefer

La Galleria Lia Rumma di Milano ha scelto di inaugurare la sua nuova stagione espositiva con un grandissimo artista contemporaneo. Sabato 15 settembre 2012, alle ore 17,00 torna in Italia Anselm Kiefer con la mostra Der fruchtbare Halbmond / La Mezzaluna fertile, forse uno dei pittori e scultori tedeschi più rappresentativi del nostro mondo contemporaneo. Kiefer è presente a Milano con l’istallazione permanente (dal 2004)  “I Sette Palazzi Celesti”, presso l’Hangar Bicocca di Milano. Uno scenario agghiacciante di un paese distrutto, disabitato, eppure di estremo fascino. Un vero fiore all’occhiello per questa città, sempre portata dalla Lia Rumma, che ora presenterà negli spazi milanesi l’interpretazione della storia dell’uomo con il linguaggio unico e le imagini conturbanti di questo grande artista.

Anselm Kiefer nasce nel 1945 a Donaueschingen, in Germania. Fino al 1993 lavorò a Buchen, per poi trasferirsi a Barjac, in Francia. Ad oggi, l’artista, vive e lavora a Parigi, dove dà vita alle sue opere che sono ormai esposte nei più importanti musei del mondo e nelle più prestigiose collezioni private. Nell’ottobre del 2007 tre dei suoi lavori sono entrati addirittura a far parte delle collezioni del Louvre. Vincitori di premi come il Praemium Imperiale Award, ricevuto nel 1999 a Tokyo e il Peace Prize della Fiera del Libro di Francoforte nel 2008 assegnato per la prima volta ad un artista. Lia Rumma espose per la prima volta le opere di Kiefer nel lontano 1992.

In una bellissima intervista sulla Lettura del Corriere della Sera di Domenica 9 Settembre 2012, Kiefer afferma che “l’arte è una necessità, anche se per la scienza e la politica essa non sembra avere un’utilità concreta. Senza l’arte non c’è nulla. Quando tutto sarà finito, l’arte continuerà ad esistere.” E proprio in queste parole si racchiude, forse, il pensiero dell’artista riguardo la sua arte e non solo. Kiefer crede di “vivere in un mondo non reale, che è un’illusione a cui è difficile adattarsi e che solo le creazioni dell’uomo, la musica, la poesia, i quadri sono reali. Un mare privo di senso dove l’unico appiglio diventano le opere stesse.” Difficile per uno come Kiefer accettare questi tempi moderni, e non solo per lui. Con la sua sensibilità e la sua arte, infatti, egli permette di far sentire meno soli anche noi, meno incompresi. Forse anche meno disperati, almeno finché ci sarà possibile trovarci dinnanzi ad opere come le sue. Un maestro che verrà ricordato nei tempi a venire, interprete perfetto dell’angoscia esistenziale che attanaglia le nostre anime da ormai troppo tempo. Come se un altro scenario non fosse più possibile. E lui lì, pronto a ricordarcelo in ogni istante, come filosofo della nostra era.

Artslife non mancherà all’appuntamento, il 15 Settembre, per raccontarvi in prima persona una mostra davvero molto attesa.

 di Dejanira Bada

La Galleria Lia Rumma presenta così l’evento intitolato “Der fruchtbare Halbmond / La Mezzaluna fertile”:

Kiefer, nella sua inesausta tensione creativa “si tuffa nella storia” e immette lo sguardo – il suo, il nostro sguardo – là dove la civiltà è nata, in quel lembo di terra che dall’antico Egitto si estendeva fino alla Mesopotamia. Non è la nostalgia ad animare la sua ricerca, quanto il bisogno di interrogare quel mondo, i suoi regni, le sue città e la materia fragile delle sue architetture. Nei paesaggi argillosi e fangosi che aprono la mostra, disseminati di rovine e di vestigia di antichi edifci, Kiefer restituisce frammenti di passato all’uso dei nostri pensieri. Ciò che precipita non viene dimenticato, messo da parte, ma è luogo ancora aperto di costruzione del sapere futuro e di confronto tra Oriente e Occidente.
Appare chiara, nei tre lavori intitolati alla Mezzaluna Fertile, la straordinaria capacità dell’artista di catturare, rinnovandola, l’energia che si sprigiona in quel mondo babelico insieme al valore assunto dalla dispersione e dal caos.
Ne è ulteriore testimonianza la suggestiva scultura Bavel Balal Mabul: una vecchia macchina tipografca dalla quale fuoriescono lingue di piombo che corrono in ogni direzione, generando un’eco prolungata e inarrestabile di immagini di costruzioni architettoniche e di torri, ancora. Alcuni degli episodi chiave del Libro della Genesi – la Torre di Babele, la confusione delle lingue, il diluvio – sintetizzati onomatopeicamente nel titolo della scultura, si offrono come paradigmi della creazione tout court, della nascita del linguaggio e della ricchezza della differenza.
Ma se compito dell’artista è anche “disegnare connessioni”, “tessere l’invisibile trama tra le cose”, i lavori della nuova serie The shape of ancient thought, evocano sincretiche intese tra tempi e pensieri solo apparentemente distanti. Le affnità tra la flosofa greca presocratica e la sapienza indù, indagate da Thomas McEvilley in un saggio del 2002, prendono forma attraverso quel processo di
elettrolisi sperimentato per la prima volta dall’artista in occasione della personale veneziana presso la Fondazione Vedova nel 2011. Le opere si presentano come velari di piombo – materiale per antonomasia del laboratorio artistico di Kiefer – su cui immagini fotografche di templi greci e templi indiani si confondono sotto gli effetti dell’azione chimica, in una assoluta circolarità tra energia che trasforma la materia e memoria, sostanza incandescente della storia e della natura umana.
Al lessico alchemico allude anche Il mistero delle cattedrali con cui l’artista celebra la sfuggente fgura di Fulcanelli, autore nel 1926 di uno testi chiave dell’interpretazione della Grande Opera.

ANSELM KIEFER
Der fruchtbare Halbmond / La Mezzaluna fertile
inaugurazione: sabato 15 settembre 2012, ore 17.00 – 20.00
orari galleria: martedì- sabato ore 11.00 – 13.30 / 14.30 – 19.00
Via Stilicone, 19
Tel.+39.02.29000101
Fax:+39.02.36511702
info@liarumma.it

orari galleria:
lunedì-venerdì 10:00-13:30/14.30-19:30
Sabato su appuntamento

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